«Favorevoli alle vaccinazioni ma green pass non è garanzia»
«Sì alle vaccinazioni, ma il green pass non è una garanzia. Tamponi e test salivari a spese dei padroni».
Il sindacato Si Cobas va alla carica davanti alla sede dell’Inps. Oltre quaranta tra lavoratori e sindacalisti sbandierano su entrambi i lati di viale Reiter. L’onda rossa accompagna le rivendicazioni scandite da Enrico Semprini, coordinatore provinciale Si Cobas. I trattamenti di fine rapporto da garantire e gli assegni familiari da rinnovare aprono la narrazione. Il primo applauso di lavoratori e sindacalisti scatta sul tema della certificazione verde.
«Il green pass non è di fatto una garanzia che non vi siano malati contagiosi», afferma Semprini. Il coordinatore riprende così una campagna condotta a livello nazionale, manifestata anche sotto la Prefettura.
«Siamo favorevoli alle vaccinazioni - motiva Semprini - perché non pensiamo che il problema del Covid non ci sia. Riteniamo però debba essere una scelta individuale. Siamo in una città in cui, quando c’è stato un caso conclamato con oltre quaranta persone in un’azienda, ci hanno detto che l’impianto non sarebbe stato chiuso. Sarebbe bastato infatti indossare le mascherine e tenere le distanze. Tagliamo la testa al toro: se era così fino al 15 ottobre deve restare così anche dopo. Se servono i tamponi e i test salivari, siano a spese dei padroni».
Si Cobas esprime solidarietà alla Cgil, che ha denunciato sabato attacchi di matrice fascista a Roma. Il sindacato teme ripercussioni per lo sblocco dei licenziamenti, domandando garanzie per i lavoratori. Garanzie richieste ieri sera nel presidio davanti alla sede Ups di Carpi.
«Tra trecento lavoratori, circa il 60-70 per cento ha un contratto a termine o interinale», illustra il delegato Luigi D’Isanto.
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