«Il Comune realizzi un parco nei terreni di Crotti messi all’asta»
La proposta degli ambientalisti: «Evitiamo che la superficie edificabile si trasformi in nuovo cemento»
Serena Arbizzi
«Il Comune compri il lotto che non è stato venduto nell’area ex Silan: ha l’occasione giusta per compiere un bel gesto per la città. Può salvare da nuovo cemento un’area su cui realizzare un bel parco».
La Consulta all’ambiente non ha dubbi: devono essere preservati da nuove costruzioni tutti i terreni possibili. Nelle aree che potranno e dovranno essere risparmiate dall’edificazione di nuove strutture ci sono anche quelle appartenenti al patrimonio dell’imprenditore Renato Crotti, ora della società Dmr.
I terreni, nelle scorse settimane, sono stati messi all’asta: tre lotti su 16 sono stati venduti. Altri, tra cui il terreno che sorge nel cuore di un centro abitato nella zona sud, non è ancora stato oggetto di compravendita. Pertanto, verrà messo all’asta, insieme agli altri, entro la fine dell’anno con prezzo ribassato del 25 per cento.
«La notizia della vendita di alcuni lotti con capacità edificatoria tramite asta giudiziaria, dimostra che non si è ancora placato il processo di urbanizzazione che, come ambientalisti, speravamo si arrestasse – spiega Angelo Frascarolo, presidente della Consulta per l’ambiente – Tuttavia, con i terreni che appartenevano al patrimonio del cavalier Crotti, l’amministrazione ha l’opportunità di dimostrare che vuole invertire la rotta per quanto riguarda la cementificazione. Noi, come ambientalisti, proponiamo che il Comune acquisti il lotto a ridosso dell’area dove sorgeva l’ex Silan, in via Cimabue, che, oltretutto, sarà ribassato del 25 per cento. E chiediamo che faccia un parco su quest’area – continua il presidente della Consulta all’ambiente – Questo sarebbe un bel gesto nei confronti dei cittadini e metterebbe un freno all’espansione edificatoria di cui possiamo toccare i frutti tangibili in più punti della città».
Se, com’è chiaro, i nuovi proprietari del lotto di via Cimabue, acquistato i primi di settembre, costruiranno, il parco Unità d’Italia, realizzato dalla società che fa capo ai figli di Crotti, all’ex Silan, verrà circondato da numerosi immobili.
«Per questo chiediamo che si salvi quanto si può ancora salvare nei terreni dove, per il momento, non si è ancora costruito – aggiunge Frascarolo – C’è l’opportunità di scrivere il futuro, non soltanto il presente, in questo momento e conle prossime scelte. Mi auguro, e ci auguriamo come appartenenti alla Consulta, che il Comune prenda in seria considerazione la nostra proposta».
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