Bper, 1.700 uscite in 2 anni e mezzo Verso polo lombardo con Sondrio
Riduzione del personale da giugno 2022 a dicembre 2024. Unipol lavora al progetto per la Valtellina
Stefano Turcato
Due notizie di una certa rilevanza si sono diffuse negli ultimi giorni riguardo il futuro di Bper Banca. Da una parte si sono appresi dettagli ulteriori sulle uscite di 1.700 dipendenti annunciate di recente e dall’altra ci sono novità sugli sviluppi degli incontri ravvicinati da tempo in atto fra la stessa Bper e la Popolare di Sondrio, banca con cui sono consolidati i rapporti di collaborazione.
Riguardo le uscite di personale da Bper,poche settimane fa era stato annunciato che 1.700 dipendenti avrebbero lasciato l’istiuto di credito entro il 2024 nell'ambito del cosiddetto Piano di ottimizzazione. Ora si apprende che le uscite «sono indicativamente previste tra giugno 2022 e dicembre 2024». Quindi nell’arco di circa due anni e mezzo , come segnalano le segreterie di Coordinamento sindacale Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin. I 1.700 addetti lasceranno Bper con due modalità possibili: un'uscita incentivata per chi matura la pensione (in base ai requisiti previsti dalla legge Fornero entro l'1 gennaio 2025), oppure con accesso al Fondo di sostegno al reddito e accompagnamento alla pensione (per un periodo massimo di 60 mesi) per chi matura i requisiti tra il primo gennaio 2023 e il primo gennaio 2030. La manovra include anche i lavoratori ex Ubi-Isp che aderirono all'accordo del Gruppo Issp del settembre 2020.
«In questa trattativa dovremo gestire uscite volontarie e incentivate utilizzando il Fondo di solidarietà di settore, e, a chi resta, garantire il nostro forte impegno verso condizioni di lavoro sostenibili anche attraverso un adeguato ricambio generazionale», spiegano i sindacati.
Per quello che concerne invece i rapporti fra Bper e Popolare di Sondrio, va ricordato che dovrebbe essere imminente la trasformazione della banca valtellinese in società per azioni. Mancano poche settimane alla scadenza dei tempi di legge perché la Popolare di Sondrio diventi una spa ma va anche sottolineato che dal maggio scorso Unipol, che già è azionista di maggioranza di Bper (circa 19%), ha assunto lo stesso ruolo in Popolare di Sondrio con la quota del 9,5%.
Carlo Cimbri, Ad Unipol, punta all’integrazione tra Bper e Popolare Sondrio e avrebbe proposto di insediare a Sondrio una futura direzione generale lombarda del polo unito, mantenendo al tempo stesso il Cda locale.
Unipol vorrebbe fare diventare Sondrio la capitale del polo lombardo di Bper e garantire una governance relativamente autonoma alla futura spa bancaria, anche se per ora le proposte bolognesi non hanno convinto i dirigenti ancora in carica a Sondrio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
