Gli animalisti: «Gli Amstaff vanno salvati e rieducati»
L’ Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) chiede che i due cani di razza Amstaff che martedì sera hanno aggredito e provocato la morte di Carmen Gorzanelli vengano salvati.
Lo fa dopo avere saputo che i padroni dei due animali hanno deciso di rinunciare alla proprietà.
«Non ce la sentiamo più di tenerli con noi, abbiamo dei bimbi in casa», ha spiegato il padrone dei giorni scorsi mentre i cani venivano trasferiti dagli operatori Ausl al canile intercomunale Punto&Virgola di Magreta.
Quale sarà la sorte degli Amstaff ancora non si sa con certezza, ma intanto l’Aidaa interviene con decisione sull’argomento, chiedendo che i due animali vengano rieducati e salvati.
I cani hanno attaccato la signora Gorzanelli dopo che questa si è introdotta - probabilmente in stato confusionale perché affetta da demenza senile - all'interno del cortile della casa dei padroni, dove una ragazzina 13enne era in attesa dell'arrivo della madre.
«Hanno agito d'istinto per difendere la bambina di 13 anni e il loro territorio, e per tutta risposta i padroni li hanno portati in canile», scrive in una nota l'associazione italiana difesa animali ed ambiente.
«Riteniamo questo, senza giri di parole, un gesto inaccettabile», continua l’associazione commentando la decisione presa dai padroni. L’Aidaa promette interventi già nei prossimi giorni, che saranno certamente decisivi per arrivare a definire quale possa essere il futuro degli Amstaff.
«Prendiamo atto della situazione - continua l'associazione - e stiamo lavorando per mettere insieme un gruppo di esperti con lo scopo di chiedere la custodia e di occuparci del reinserimento dei cani e per trovare loro una nuova casa».
Da prassi quando i cani si rendono protagonisti di episodi di aggressione, vengono sottoposti ad un breve periodo di quarantena dopo il quale si prendono decisioni sul loro destino; una delle possibilità, nel caso in cui venga escluso l'abbattimento, è che questi siano sottoposti ad una sorta di “riabilitazione”.
«Agiremo sempre e solo tenendo presente il bene dei cani, che ricordiamo non hanno colpe se non quella di aver agito secondo il loro istinto per difendere una bambina che ai loro occhi era in pericolo».
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