Modena, armi, violenze e spaccio in stile mafioso: quattro arresti dei carabinieri collegati alla strage di Corinaldo
MODENA Dalle prime ore del mattino, a Modena e provincia, i carabinieri dei nuclei investigativi dei comandi provinciali di Modena e i colleghi di Ancona stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Bologna, su richiesta della Procura della Repubblica - Dda di Bologna, nei confronti di 4 persone. Le misure sono tre in carcere e una i domiciliari. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo ed in concorso tra loro, di lesioni personali, detenzione abusiva di armi e munizioni, ricettazione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e violenza privata, con l’aggravante di cui all’art. 416 bis 1 del codice penale per reati connessi ad attività mafiose..
L’inchiesta dei carabinieri di Modena - coordinata dalla Dda di Bologna - che ha portato questa mattina all’arresto di quattro persone è nata da uno stralcio del fascicolo della Procura di Ancona sul decesso di cinque adolescenti e una giovane mamma morti nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018 nella discoteca «Lanterna Azzurra Clubbing» di Corinaldo. La folla li travolse mentre cercavano di abbandonare il locale dove era stata spruzzata una sostanza urticante. I carabinieri di Ancona raccolsero elementi circa la possibile disponibilità di armi da parte di alcuni soggetti coinvolti in quella vicenda, residenti a Castelfranco Emilia ( Modena) e in altre località del Modenese.
Tra questi, spiegano i carabinieri della città emiliana, figura un uomo il cui padre, detenuto in carcere, era ritenuto reggente del clan dei casalesi per la provincia di Modena. Nel marzo 2021, il nucleo investigativo dei carabinieri Modena, eseguì un decreto di perquisizione - su delega della Dda di Bologna - nei confronti di questi soggetti di cui uno - operaio 50enne di origini campane ma da tempo dimorante nel modenese - fu arrestato poichè trovato in possesso di 230 grammi di cocaina e due pistole rubate. In tale quadro, era emerso che, il principale arrestato a Castelfranco Emilia ( Modena), dopo aver avuto un diverbio per futili motivi con un altro giovane del posto, lo aveva picchiato. Poi aveva interpellato gli altri destinatari dei provvedimenti cautelari eseguiti questa mattina - accusati di essersi messi a disposizione del presunto clan - affinchè gli procurassero un’arma da utilizzare per risolvere la controversia e conducessero la vittima dal suo stesso aggressore.
I quattro arrestati questa mattina all’alba (3 in carcere e 1 ai domiciliari) sono accusati, a vario titolo, di lesioni personali, detenzione abusiva di armi e munizioni, ricettazione, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e violenza privata, con l’aggravante (di cui all’art. 416 bis1 del codice penale) per reati connessi ad attività mafiose.
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