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Amianto sugli edifici di Fiorano: nel 2021 rimosse 1500 tonnellate

Stefania Piscitello
Amianto sugli edifici di Fiorano: nel 2021 rimosse 1500 tonnellate

Rinnovato il protocollo di intesa tra Comune e Ausl: «L’obiettivo è bonificare l’intero territorio»

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Stefania Piscitello

Fiorano. Nel solo 2021, a Fiorano, sono state rimosse 1.500 tonnellate di amianto. I dati relativi al progetto “Asbesto Free” sono incoraggianti: l’obiettivo che si è dato il Comune è quello di rendere il territorio ad “amianto zero”. Per questo è stato rinnovato il protocollo d’intesa con Ausl, per attivare una collaborazione al fine di monitorare meglio gli edifici. Il primo accordo, firmato nel 2018 per il triennio successivo, prevedeva venti controlli congiunti l’anno, per un totale di 60.

«Ne sono stati effettuati 71 – commenta il sindaco Francesco Tosi – quindi l’accordo è andato anche oltre». Il Comune di Fiorano è fortemente industrializzato; i problemi relativi alla presenza di cemento amianto nelle coperture del territorio è dunque rilevante, considerando che in passato la quasi totalità delle coperture dei siti industriali veniva realizzata proprio con questo materiale.

«Ringrazio di nuovo l’Ausl per la collaborazione che tre anni fa è iniziata col primo protocollo triennale ora rinnovato. Abbiamo avuto dei risultati significativi», aggiunge Tosi.

Da oggi partiranno i controlli per il triennio 2021-23 e il lavoro da fare prima di bonificare l’intero territorio è ancora tanto. «Quando siamo partiti nel 2018 – spiega il sindaco illustrando i dati – si parlava di 870mila 814 metri quadri da bonificare. Nel 2020 si erano ridotti a 604mila, quindi erano stati bonificati 266mila 417 metri quadri. Un terzo in pratica». Parlando del numero di unità immobiliari interessate, nella zona artigianale di Fiorano, erano ancora 411 quelle che presentavano amianto. Il numero è sceso poi a 229, il che significa che 182 unità sono state bonificate. Dal dato che si riferisce all’anno in corso, arriva un segnale positivo: «Il 2021 – mette in evidenza il primo cittadino – ha avuto un’impennata delle bonifiche, sono il doppio rispetto allo scorso anno. Questo ci fa sperare di poterci realmente avvicinare allo zero».

Anche perché dal ’92 il cemento amianto non è più in produzione e man mano che passa il tempo le lastre invecchiano e si deteriorano; ciò comporta poi l’obbligo da parte del proprietario di intervenire.

«Come Ausl – interviene il capo del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl, Davide Ferrari – abbiamo rinnovato il protocollo di intesa col Comune di Fiorano perché anche secondo noi si tratta di un’esperienza importante, particolarmente utile ai fini della prevenzione».

Tornando al triennio 2018-2020 sono arrivati anche i dati sulle tonnellate rimosse e smaltite: «Nel triennio sono state smaltite circa 3.600 tonnellate di amianto compatto. Quest’anno al 31 agosto avevamo già circa 1.500 tonnellate di amianto compatto rimosso», prosegue Ferrari. La normativa del ’92 e i decreti attuativi prevedono che tutti gli edifici contenenti amianto devono essere messi “sotto osservazione”: «Anche per gli edifici civili – sottolinea Ferrari – Deve essere nominato un responsabile del programma di controllo e manutenzione e deve essere disposto e attuato il programma che prevede anche la valutazione periodica dello stato di conservazione dei materiali», continua Ferrari. Da oggi partono i nuovi controlli e intanto arriva qualche informazione sull’area Cisa Cerdisa che per il 60 per cento è sotto Sassuolo, per il 40 per cento sotto Fiorano. La proprietà ha l’obbligo di arrivare non solo alla bonifica totale delle coperture, ma anche alla demolizione e successivamente alla bonifica del sottosuolo. Un primo termine era scaduto, è stata chiesta una proroga e i lavori sono in atto, anche per la parte sassolese. Quanto ai contributi per l’eliminazione di coperture in cemento amianto in immobili privati, questi non hanno avuto un grande successo: nel 2018-19 una decina le richieste arrivate, zero invece per il 2020 e il 2021.

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