È un Vinitaly senza buyer con due aziende modenesi
Alla rassegna veronese Ventiventi di Medolla e Donelli della famiglia Giacobazzi Rampino: «Non siamo mai mancati e abbiamo accettato di partecipare»
Giovanni Medici
Si conclude oggi a Verona il Vinitaly Special Edition: un’edizione post pandemia, in forma ridotta ma comunque speciale, perché segna di fatto una ripartenza negli incontri di business e di degustazioni a Veronafiere, in una delle capitali del vino italiano.
Anche alcune aziende modenesi stanno partecipando a questa manifestazione. Nei due padiglioni occupati si può incontrare infatti la Cantina Ventiventi di Medolla, così come uno stand di Donelli Vini, azienda che fa parte del gruppo vitivinicolo fondato da Antonio Giacobazzi e dai figli Giovanni, Alberto e Angela e che controlla anche Gavioli Antica cantina di Nonantola. La famiglia Giacobazzi al completo è a Verona in questi giorni e dalla sede dell’azienda risponde il responsabile marketing, Riccardo Rampino: «L’edizione di quest’anno ha un format particolare ma noi non siamo mai mancati al Vinitaly e dunque abbiamo accettato di partecipare. Mancano forse i grandi buyer, a causa della situazione internazionale – spiega – dovuta alla pandemia, ma in questo modo abbiamo potuto incontrare clienti nuovi, interessati ai nostri prodotti». Allo stand di Giacobazzi Vini così come a tutti gli altri si può accedere solo su invito; la formula quest’anno è questa «ma era importante ripartire e rimetterci in carreggiata».
A Vinitaly c’è anche uno stand della società agricola Il Borghetto, ovvero la Cantina Ventiventi, un impegno che riguarda l’intera famiglia Razzaboni: Vittorio, padre e capostipite, insieme ai tre figli maschi Riccardo, Andrea e Tommaso. Trenta ettari di vigneti biologici ed ecosostenibili su 45 di terreno di proprietà. «Avevamo prenotato anche per l’edizione passata poi è successo quel che è successo. L’impressione da parte nostra è positiva – ci dice Andrea Razzaboni, enologo della cantina – Il pubblico c’è, italiano ma anche di altri Paesi; ovviamente la manifestazione non è ad ingresso libero ed è riservata solo agli operatori del settore, come possono essere i titolari di hotel e ristoranti, i commercianti. Ma con il green pass e le varie disposizioni sanitarie il clima è rilassato. Abbiamo già dato la disponibilità per l’edizione 2022; certo, noi siamo una piccola realtà che compete con grandi e grandissimi, e ha iniziato da poco a proporre i suoi vini. Ma abbiamo una età media di 25-26 anni e tanta energia. E alle nostre serate di degustazione stiamo registrando notevole successo».
Non sono molti i rappresentanti dell’Emilia-Romagna vinicola al Vinitaly Special Edition 2021. Grandi e piccole realtà hanno preferito non partecipare; dal reggiano è arrivata a Verona ad esempio la Medici Ermete ma anche la cooperativa agricola Emilia Wine che comprende anche Casali Viticultori. E poi la Tenuta Venturini Baldini. Tanti sono rimasti alla finestra attendendo l’edizione dell’aprile 2022, per la quale gli spazi sono tutti assegnati. Questa Special Edition aveva secondo gli organizzatori proprio l’obiettivo di fare da ponte e di spingere l’export per chiudere l’anno in bellezza ma anche il mercato interno, pesantemente penalizzato dalle restrizioni dovute alla pandemia.
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