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il caso 

«Viale abbandonato dalle fiere Mancanza totale di rispetto»

Alfonso Scibona
«Viale abbandonato dalle fiere Mancanza totale di rispetto»

L’accusa di una negoziante: «Solo una piccola esposizione e null’altro La gente non è arrivata fino a qui mentre noi abbiamo fatto investimenti»

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Alfonso Scibona

È possibile vivere una fiera con tantissima gente in centro storico e registrare contemporaneamente lamentele per la desertificazione di una strada dello stesso centro, nello specifico viale 20 settembre? È possibile. La terza domenica delle “Fiere d’ottobre” di quest’anno ha vissuto davvero tanti eventi, tante iniziative ma, c’è un ma che riguarda proprio “il viale”, come lo chiamano i sassolesi di vecchia data.

«Desertificare il viale dove lavoriamo – dice Barbara Franchini, titolare di “Danny”, un conosciutissimo negozio al civico 61 di questa strada – è stata veramente una colpa che difficilmente potrà essere scusata. Anche perché gli organizzatori delle fiere non possono giocare col reddito di noi commercianti».

Ma cosa è successo, per aver fatto montare la polemica così aspramente? «È successo che nelle settimane precedenti – continua Franchini – avevo chiesto cosa venisse organizzato nel viale per richiamare gente, visto che più persone circolano e maggiore potrebbe essere l’interesse verso i nostri prodotti. Mi era stato assicurato che ci sarebbero state iniziative ogni domenica, tra esposizione di auto, di fiori e piante, ed in queste terza domenica di moto e jeep. Stavolta l’esposizione ha riguardato tre postazioni e stop. Già all’altezza del direzionale “Cristallo” non c’era più nulla ed io, che ho il negozio appena dopo, ma comunque nella zona che doveva contenere parte dell’esposizione, praticamente non ho lavorato. Ho acquistato della merce, ho pagato collaboratrici ma incassato quasi nulla».

Franchini ricorda che non è la prima volta. «Non ho parole e quelle che avevo per protestare – aggiunge – le ho già dette all’assessore Massimo Malagoli, contro il quale ho sfogato tutta la mia rabbia. È possibile avere un viale così bello e lasciarlo vuoto? Altre battaglie le ho fatte, per analoghi comportamenti anche con l’assessore Andrea Lombardi, della passata amministrazione. Sembra una persecuzione. L’assessore Malagoli mi ha chiesto scusa, dicendo che questa volta era la Pro Loco ad organizzare ma a me interessa poco uno scaricabarile del genere, interessa che ho acquistato della merce che non no potuto vendere perché la gente si fermava 100 metri prima non avendo altri banchi dove curiosare. Io ho messo fuori gli stand, come per le altre domeniche, ma stavolta il cassetto “ha pianto”».

Con l’imprenditrice si cerca anche di individuare soluzioni che possano risolvere la situazione. «Le soluzioni sono semplici – conclude amaramente la titolare di “Danny” – e riguardano una programmazione certa, non chiamare due o tre aziendine che portano quattro moto e due jeep. Serve programmare, in ogni caso, coinvolgendo chi in questa area ci lavora per vivere, magari chiedendo consiglio. È facile organizzare nelle piazze del centro dove la gente va a girare comunque, per l’aperitivo o attratta dagli eventi. Dimenticare il viale equivale a dimenticare la storia della città dove siamo nati, viviamo e lavoriamo. È così difficile da prendere in considerazione? Io credo che non lo sia affatto».

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