Agenzie immobiliari, Modena più cara di Londra
Le commissioni per comprare casa in provincia raggiungono il 4 per cento più Iva Per un’abitazione da 200mila euro acquirente e venditore ne spendono 20mila
Gabriele Farina
«Alla Sacca si pagano più provvigioni che al Louvre». Federconsumatori Modena pone l’accento su un “lusso”: le quote spettanti ad agenti immobiliari per gli acquisti delle case. Lo sportello di via Mar Jonio presenta un’indagine dal titolo eloquente: “Modena più cara di Parigi e Londra”. «La differenza con l’Europa è clamorosa - introduce Marzio Govoni, presidente dell’associazione - oggi acquistare un piccolo appartamento nella Bassa ha costi di provvigione superiori a un appartamento a Notting Hill a Londra».
Non è un’esagerazione: nell’indagine di Federconsumatori sono indicati numerosi esempi di acquisti da Finale a Pievepelago confrontati con l’estero. Partiamo dall’ipotesi più elevata. Una famiglia acquista un immobile di 200mila euro in un Comune del Modenese. L’agenzia domanda il 4 percento più Iva a fronte del lavoro di intermediazione. La percentuale è richiesta sia all’acquirente sia al venditore. Va calcolato il 22 percento di 4 (la percentuale di partenza), ovvero lo 0,88 percento. L’agenzia chiede dunque il 4,88 percento a ciascuna delle due parti che va a rogito, e quindi il 9,76 percento complessivo: praticamente un decimo dell’intero acquisto. La percentuale rapportata a 200mila euro equivale a 19.520 euro.
Spostiamoci nella capitale britannica. Il valore richiesto nella fascia alta per gli immobili (Notting Hill per intenderci) è del 3,6 percento. Attenzione: tale percentuale è pagata solo dal venditore. Un immobile di 200mila euro sulle rive del Tamigi costa dunque (nell’esempio precedente) 7.200 euro di provvigione immobiliare: meno della metà dell’equivalente modenese.
Come denuncia Federconsumatori, la discrepanza può determinare irregolarità nei pagamenti. «A Modena e in Italia in generale solo la metà degli immobili è venduta tramite un’agenzia immobiliare - ribadisce Govoni - mentre in Europa tale percentuale è nell’ordine dell’80, 90, 100 percento. Ciò accade perché i costi italiani sono eccessivi e spingono gli acquirenti e i venditori a spostare sul nero una parte o tutta la provvigione». Nella fotografia scattata dalla federazione ci sono agenzie immobiliari che chiudono un occhio. «A un’agenzia non interessa che ci sia un pezzo di provvigione in nero», ribadisce il presidente dell’associazione modenese che tutela i consumatori. I costi non riguardano unicamente gli immobili di fascia alta. L’indagine sviluppa confronti su appartamenti del valore di 100mila euro. Se riprendiamo l’ipotesi del 4 percento più Iva a ogni parte (9,76 percento totale) si determina una provvigione di 9.760 euro. A Londra prendiamo in esame la percentuale media (2,4 percento). Ne consegue che per un acquisto di 100mila euro un venditore debba aggiungere 2.400 euro.
Torniamo nel territorio modenese, dove Federconsumatori registra casi di importi fissi per le provvigioni, ancora una volta a carico di venditori e acquirenti. Il caso in esame è di 5mila euro per ciascuna parte, a cui va sommato il 22 percento di Iva. L’ulteriore percentuale pesa per l’1,1 percento per ogni parte, per un totale che sale al 12,2 percento. Un acquisto immobiliare da 100mila euro può determinare dunque un ricavo aggiuntivo di 12.200 euro per le agenzie immobiliari: più di cinque volte rispetto al caso londinese.
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