Dopo la festa elettorale a Modena si riapre lo scontro
Il pole position per la città c’è la consigliera Venturelli, ma i cattolici (e Muzzarelli) non vogliono una doppia guida affidata alla sinistra
Messo via lo spumante post-elettorale - bevuto senza esagerare, perché il caso Pavullo fa ancora male - nel Pd modenese si aprono a tutti gli effetti i giochi per arrivare ai congressi. E se sul regionale Modena resterà fuori dai giochi - ci aveva pensato il sindaco di Carpi Alberto Bellelli, che però nel 2025 tenterà la corsa al Consiglio di viale Aldo Moro - la partita più interessante si gioca su quella provinciale. Interessante ma quasi chiusa, dal momento che sulla figura del sindaco di Soliera Roberto Solomita c’è la convergenza di buona parte del partito, tanto che la presentazione del libro di Stefano Bonaccini dieci giorni fa a Soliera è suonata come un’ufficializzazione della scelta. E mentre con Solomita si è schierato anche il collega di Spilamberto Umberto Costantini, che nei mesi scorsi aveva valutato la possibilità di fare un passo avanti come candidato “di rottura”, le perplessità si concentrano su due dirigenti: la consigliera regionale Palma Costi, che nei giorni scorsi ha fatto un sondaggio per valutare la possibilità di individuare una sfidante, e Gian Carlo Muzzarelli, che avrebbe gradito altre scelte. Molto difficile però che i “mal di pancia” di Modena e Camposanto portino effettivamente a una candidatura che suonerebbe come una sfida al presidente della Regione.
Giochi decisamente più aperti per la segreteria cittadina di Modena, dove al momento il nome più quotato è quello di Federica Venturelli, vicecapogruppo in Consiglio comunale. Una candidatura sulla quale però la stessa Venturelli non ha ancora sciolto le riserve, mentre sembra tramontata la possibilità che porta a Tommaso Fasano, anche lui consigliere e presidente della commissione Servizi. Alla finestra l’attuale coordinatore della segreteria Gianluca Fanti, che l’anno scorso aveva già raccolto le firme necessarie alla candidatura. Una situazione molto aperta, in cui i cattolici (e con loro Muzzarelli) vorrebbero evitare di piantare bandierine, ma allo stesso tempo eviterebbero volentieri di vedere due rappresentanti della sinistra del partito (Solomita e Venturelli) alla guida delle due segreterie.
L.G.
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