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«Pd, stop ai segretari-amministratori»

Luca Gardinale

Il coordinatore cittadino Fanti: «Serve un partito meno appiattito sui sindaci e con leader che abbiano... tanto tempo»

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Luca Gardinale

La prima cosa che chiede è... il tempo, tanto tempo. Del resto, le cose da fare sono parecchie: per dirne una non proprio da poco, c’è da far partire - non ora, ma nemmeno tra tantissimo tempo - i lavori per individuare i candidati sindaci del 2024, a partire dal successore di Gian Carlo Muzzarelli. Chiusa la fortunata - questione Pavullo a parte - tornata delle elezioni amministrative, il Pd modenese può finalmente mettersi a sedere e preparare la fase congressuale, che da qui a metà dicembre porterà al rinnovo delle segreterie su tutti i livelli territoriali, dai circoli al regionale, passando per quella di Modena città e quella provinciale. E ad aprire le danze con un ragionamento sulla guida del partito locale è Gianluca Fanti, segretario di circolo alla Madonnina e coordinatore della segreteria comunale di Modena. Il punto di partenza è molto chiaro: vista la mole di lavoro che attende i segretari - soprattutto quelli regionale, provinciale e cittadino - sarebbe una buona norma che a farsi carico del partito non fosse un amministratore, sindaco o consigliere che sia.

Fanti, che segretari vorrebbe per Modena?

«Per prima cosa, serve gente che abbia voglia di impegnarsi nel partito, per un Pd sempre più democratico e popolare. E visto che per farlo serve anche tempo, credo che sarebbe una buona cosa se i segretari non fossero necessariamente amministratori. Questioni di tempo a parte, credo anche che chi si candida dovrebbe impegnarsi a ritrovare la necessaria e vitale distanza tra dato politico e amministrativo. Quello che vorrei dai prossimi segretari è proprio questo, un Pd che recuperi la propria dimensione di partito, evitando di riflettere l’attività politica solo su quella dei sindaci e attivandosi solo per le elezioni».

Sul provinciale però c’è già in campo Roberto Solomita, che è anche sindaco...

«Non ho alcun problema nei confronti di Roberto, un bravo amministratore e politico con il quale ho condiviso tante riflessioni, a partire dallo stand che alla Festa dell’Unità unisce il circolo della Madonnina a quello di Soliera. Il mio, piuttosto, è un ragionamento sulle figure di segretario, che secondo me non possono sempre coincidere con gli amministratori».

E poi c’è la segreteria cittadina, sulla quale i giochi sono ancora aperti: lei nel 2020 aveva raccolto le firme...

«Sì, le avevo raccolte e oggi non avrei problemi a rifarlo, se ci fosse la volontà di ragionare insieme su una candidatura unitaria. Non voglio però farne una questione di nomi e di persone, ma di percorsi adatti a individuare il segretario più adatto, pensando agli anni che verranno e alle tante sfide che ci aspettano».

Qual è la principale sfida politica per i prossimi anni per il segretario cittadino?

«Vorrei un partito che si riapre, tornando nelle periferie e non fermandosi solo nei centri: le amministrative sono andate bene nelle grandi e medie città, ma abbiamo un problema sui piccoli centri e sulle periferie, altrimenti finiamo per essere davvero “il partito dei Parioli”. Sono stato ad assemblee in montagna in cui eravamo in tre: oggi servono soprattutto segretari con tempo e voglia di tornare nei circoli e nelle periferie».

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