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Un mese per conoscere il futuro del “condominio alveare 189”

Stefania Piscitello
Un mese per conoscere il futuro del “condominio alveare 189”

Il sindaco Menani: «Il progetto di riqualificazione è quasi pronto. Servirebbe un esproprio»

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Stefania Piscitello

È da anni uno degli ecomostri più noti della città. E il Comune vuole arrivare a porre la parola fine a quella che è la storia del condominio di via Circonvallazione Nord-Est 189: per questo sta elaborando un progetto per partecipare al bando di rigenerazione urbana proposto dalla Regione. C’è ancora qualche settimana prima che si apra la possibilità di candidare il proprio progetto, e il termine scade il 30 novembre. Ciò a cui punta l’amministrazione è ottenere dei fondi per arrivare alla demolizione del palazzone, procedendo ai necessari espropri, per poi riqualificare la zona. Proprio in questi giorni si stanno definendo i dettagli: «Il progetto è in corso di elaborazione – spiega il sindaco Gian Francesco Menani – abbiamo tante idee e le stiamo mettendo insieme. Potrà esse anche misto pubblico-privato. La Regione darà dei fondi, ma la condizione è che il progetto sia legato a una riqualificazione ed è ciò a cui stiamo puntando».

«Quel palazzo è uno dei tanti regali che ci ha lasciato la sinistra, che ha governato per 65 anni ininterrottamente», commenta il sindaco. Il condominio, noto anche come “condominio alveare”, venne costruito negli anni ‘70 per rispondere alle esigenze abitative in città. Ottanta mini-appartamenti come celle, che negli anni sono diventati luogo di spaccio e criminalità. A inizio 2009 quell'edificio divenuto centro del degrado cittadino venne sgomberato – fu l’allora sindaco Graziano Pattuzzi a prendere la decisione – e così con fiamme ossidriche e lastre di acciaio alla mano, quello tristemente noto come palazzo-ghetto, venne sigillato. Prima dello sgombero si era tentata anche la via della riqualificazione: nel 2008 negli spazi al primo piano venne inaugurato “Duplex” una sorta di atelier per migliorare l’area attraverso arte e cultura. Dopo lo sgombero il condominio è stato poi circondato da una rete. Da allora, il tempo ha fatto il proprio mestiere. Oggi, passando lungo via Circonvallazione, è praticamente impossibile non notare il palazzone. All’interno dell’area recintata l’erba cresce alta e si è formato una sorta di piccolo bosco, con rifiuti lanciati dai passanti o forse da chi furbamente scavalca la recinzione. Il degrado si sta allargando anche al marciapiede, con arbusti, erba e piante di vario tipo che hanno iniziato a invadere l’area. «Il condominio si trova proprio ad uno degli ingressi della città, non è possibile non vederlo. Ecco perché abbiamo deciso di partecipare al bando regionale di riqualificazione, portando il nostro progetto nella speranza di ottenere quei fondi».

Negli anni, sono state le più disparate le idee e le proposte per la riqualificazione di quella zona del quartiere Braida. Tra le varie ipotesi, che anche in questi giorni si è diffusa in città, quella di realizzare un cinema multisala andando a sopperire alla carenza di sale. Questa possibilità però è esclusa dal primo cittadino che va a porre fine alle voci che puntualmente circolano: «Realizzare un cinema multisala, specie in questo periodo, sarebbe da folli».

In tutti questi anni, più volte si è parlato di demolizione del palazzone, per dare un nuovo respiro e anche un nuovo volto alla città. Finora però non si è arrivati a trovare una soluzione, e il condominio alveare si erge ancora in tutta la sua imponenza. Il motivo principale è che occorre trovare un accordo tra un centinaio di proprietari. «Per questo occorrerebbe procedere all’esproprio per pubblica utilità. Noi continuiamo a lavorare al progetto, che si sta definendo nei dettagli». Insomma, tra poco più di un mese la scadenza del bando; dopodiché le proposte avanzate dai Comuni verranno prese in esame: presto si potrebbe andare a mettere un punto a una questione che Sassuolo si trascina dietro da anni.

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