La Cgil: «Da Amazon serve chiarezza sulla provenienza dei nuovi assunti»
«Arrivano da lontano, ma non dovevano essere della zona? Chiediamo un incontro urgente con il colosso americano»
Elena Pelloni
Spilamberto. «Non abbiamo ancora precisa contezza del numero di assunzioni e sul tipo di inquadramento contrattuale». Così Adriano Montorsi, segretario provinciale Cgil, a una settimana dall’inaugurazione del nuovo centro logistico Amazon a Spilamberto. «Vorremmo riuscire ad avere un contatto fisico con i responsabili dell’azienda la settimana prossima, forse il 26, ma al momento non abbiamo ricevuto risposta».
Il sindacato conta attualmente 50 lavoratori in formazione in vista della partenza. Si tratta di lavoratori non direttamente assunti dal colosso delle vendite online ma attraverso società appaltanti. Mentre circa un paio o poco più dovrebbero essere stati già assunti dalla stessa Amazon. Ma le informazioni, al momento, sono poche e frastagliate. «Un dato che possiamo dare con certezza, sulla base dei pochi contatti avuti con i futuri lavoratori, è che molti di loro si stanno trasferendo qui dalla Sicilia e dal sud Italia in generale – spiega Alessandro Cambi, segretario Nidil Cgil – Ci stanno contattando per denunciare una difficoltà nel trovare alloggi. Ricordo che ci era stato detto che avrebbero assunto sul territorio. Vorremmo capire cosa sta succedendo e perché l’azienda sia restia all’idea di avere un confronto». La Cgil e la Nidil faticano a scattare una fotografia sullo stato delle cose poiché molte delle agenzie interinali incaricate di portare avanti la maggioranza delle assunzioni previste non ha la sede legale sul territorio. «Questo permette loro di tagliarci fuori – afferma Adriano Montorsi – E ci preoccupa, perché in questo modo non riusciamo a monitorare la situazione».
Preoccupato si dice anche Alessandro Cambi: «Se l’azienda continuerà a non riconoscerci la possibilità di un’interlocuzione territoriale, proveremo a interessare il livello regionale. Siamo pronti a ricrederci qualora arrivasse una risposta positiva nel breve periodo».
Cambi specifica che la stessa fatica di interlocuzione coinvolge anche le agenzie interinali: «Inizialmente, avevamo mappato tutte le agenzie interessate a seguire le assunzioni Amazon. Ma la verità è che ora molte di queste ci stanno sfuggendo. In pre-pandemia saremmo stati noi a seguire i lavoratori che operano sul nostro territorio in un percorso di formazione. Lo avremmo erogato direttamente nelle nostre aule. Ma con la teledidattica le docenze sono state distribuite nel territorio nazionale».
Oltre a questo, Alessandro Cambi raccoglie anche una certa diffidenza dei lavoratori: «È come se i nuovi assunti avessero timore a farci sapere le loro condizioni di lavoro. Cosa dovremmo pensare? Ci pare evidente che ci vogliano fuori da lì – conclude Cambi – E questo non riguarda solo il sindacato perché anche le istituzioni locali non hanno informazioni precise e confermate».
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