«Ceramica, con certi rincari rischi di stop a produzioni»
La delegazione degli industriali ha lanciato l’allarme nell’incontro al Senato «Bolletta del gas del settore a 1,25 miliardi, fondamentali gli aiuti della Ue»
Stefano Turcato
Gli industriali del settore ceramico lanciano un nuovo allarme sui temi dell’energia e dei rincari che stanno penalizzando il comparto.
Confindustria Ceramica parla addirittura del rischio di stop per determinate produzioni e il tema è stato al centro dell’attenzione nell’incontro di cui i rappresentanti del settore sono stati protagonisti in Senato a Roma.
La delegazione di Confindustria Ceramica era guidata dal presidente Giovanni Savorani e dal direttore Armando Cafiero: è stata ricevuta in Senato dal viceministro dello sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin e dal senatore Nazario Pagano, vicepresidente della Commissione affari costituzionali a Palazzo Madama.
Secondo Confindustria Ceramica il boom dei costi energetici rischia di spingere «alcune realtà industriali di molti settori» a sospendere le produzioni, «pur in presenza di ordinativi dall'Italia e dall'estero».
Gli aiuti che sno in discussione all'Unione Europea proposti dall'Italia e da altri Stati membri, quindi, «saranno fondamentali per evitare il ripetersi di gravi crisi, ma non potranno risolvere l'emergenza attuale né ridurre i rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti per il prossimo inverno», inclusi «i rischi sociali che ne potranno derivare». Per queste ragioni vengono ritenuti «indispensabili e urgenti azioni volte a calmierare i prezzi, tra le quali una maggiore liquidità del mercato nazionale del gas naturale, una rapida emanazione della misura del cosiddetto articolo 39 gas, una ridefinizione delle condizioni economiche per il servizio di interrompibilità gas nel prossimo periodo invernale, accanto a interventi per fermare gli effetti speculativi nel mercato Ets e riconoscere le corrette compensazioni».
Sulla base delle quotazioni attuali, puntualizzano gli industriali della ceramica, la bolletta gas del settore nel 2022 sarebbe pari a 1,25 miliardi di euro, un valore vicino un quarto del fatturato del settore e perciò si tratta senza dubbio di «un costo chiaramente non assorbibile, per un fattore di produzione che pesa già oggi più del 25 per cento dei costi di fabbricazione».
Sulla base di tutto questo dal distretto di Sassuolo arriva un richiamo al cosiddetto “bonus idrico”, misura approvata nella legge di bilancio 2021 che consente al consumatore di beneficiare di 1.000 euro per acquisti di apparecchiature con un consumo di acqua ridotto, che scadrà il 31 dicembre. La delegazione di Confindustria Ceramica lamenta che «ad oggi non è ancora stata attivata la piattaforma sul sito del Ministero della Transizione Ecologica rendendo impossibile accedere alla misura», che quindi andrebbe riproposta.
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