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Occuparono il casolare e ora per i 15 giovani si apre un processo

Daniele Montanari
Occuparono il casolare e ora per i 15 giovani si apre un processo

Tutti rinviati a giudizio i protagonisti dell’assalto a Samone Il giudice ha deciso di procedere d’ufficio, visto il numero

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Daniele Montanari

Guiglia. Vanno tutti a processo i giovanotti che sabato 29 febbraio 2020 occuparono un casolare a Samone. Si tratta di 15 persone in tutto, di cui dieci arrestate e cinque denunciate, che ora dovranno rispondere davanti al giudice non solo di occupazione abusiva, ma anche di resistenza a pubblico ufficiale. Perché ai 40 carabinieri che con le buone cercarono di farli desistere risposero con gesti di forza e in realtà anche con molte offese.

I giovani erano ragazzi e ragazze tra i 20-25 anni, provenienti un po’ da tutta l’alta Italia ma pare legati a un gruppo anarchico bolognese. Non si sa come, presero di mira una casa di campagna in fondo a via Busano (la “Casa Bassa” delle Budrie), un chilometro fuori dall’abitato di Samone. L’occupazione in realtà iniziò il venerdì, ma la contestazione giudiziaria riguarda solo la giornata in cui fu materialmente riscontrata la loro presenza, non potendo stabilire se tutti ci fossero già venerdì. Fatto sta che occuparono tutta la casa in concessione a un affittuario, che quando lo venne a sapere restò senza parole.

Non fu affatto semplice farli desistere: sul posto vennero mobilitati 40 carabinieri in supporto alla pattuglia di Sassuolo. A tenere le trattative il maggiore Camillo Meo, di fronte a una situazione complicatissima da gestire. I giovani infatti cercarono subito la provocazione e lo scontro, con parole decisamente forti. A un certo punto con i dieci presenti in cortile scoppiò un tafferuglio, a seguito del quale si procedette con gli arresti. Gli altri cinque del gruppo rimasero invece sul tetto e non vollero saperne di scendere fino a sera, minacciando più volte di buttarsi giù. Poi si arresero, e per loro ci fu solo la denuncia.

La loro difesa, in capo agli avvocati Daniela Goldoni di Modena (per i 10 arrestati, poi rimessi in libertà subito dopo la convalida) ed Ettore Grenci di Bologna (per i 5 denunciati) ha chiesto il non luogo a procedere, anche alla luce del fatto che la persona offesa (l’affittuario) non essendo proprietario non si è costituita a giudizio. Manca dunque la querela di parte. Ma il giudice Malvasi ha ritenuto potersi procedere lo stesso d’ufficio in presenza di un reato commesso da una pluralità di soggetti superiore alle dieci persone. Rinvio a giudizio dunque, l’8 febbraio davanti al Collegio.

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