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Formigine 

«Un investimento da 110mila euro per le telecamere in arrivo a Magreta»

Stefania Piscitello
«Un investimento da 110mila euro per le telecamere in arrivo a Magreta»

Lo ha detto il sindaco durante l’incontro con i residenti I cittadini: «Rivalutare l’Oasi e quel chiosco abbandonato»

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Stefania Piscitello

Formigine. Sono in arrivo cinque nuove telecamere di videosorveglianza a Magreta, località Colombarone. Appena dieci giorni fa, l’ennesimo episodio di furto dalle auto nel parcheggio dell’Oasi. A segnalarlo era stato un giovane che dopo essere andato a fare una passeggiata in zona al suo ritorno aveva trovato la portiera dell’auto manomessa. Una zona più distante dal capoluogo e dunque naturalmente più soggetta ad eventi di questo tipo. Ma come annunciato al consiglio di frazione dal sindaco Maria Costi, ci sono delle novità. «Abbiamo presentato un progetto apposito in Regione. Sono 110mila euro, installeremo le telecamere al Colombarone non appena arriverà il finanziamento. Chiederemo di mettere cinque telecamere nella zona dell’Oasi, anche nel parcheggio dove sono stati commessi dei furti».

Questi occhi elettronici dovrebbero arrivare anche all’ingresso del Colombarone, in modo da potere leggere le targhe dei veicoli in entrata. Sempre l’Oasi è stata al centro del dibattito l’altra sera, per una situazione che i residenti definiscono e descrivono come particolarmente degradata. «Cosa facciamo con l’Oasi, la lasciamo andare così?», è intervenuto un cittadino. «Il lago è secco, il posto di osservazione è stato rimosso e non più rifatto, la torretta sta crollando ed è ancora lì», ha aggiunto.

Anche in questo caso, il Comune non può intervenire: «Si tratta di competenze. Esiste un progetto un po’ più ampio – ha spiegato il sindaco – che è quello di attraversamento della bretella e il ripristino dell’Oasi. Non possiamo spendere soldi pubblici in una zona dove è già previsto un progetto».

Insomma il Comune non può intervenire, ma solo sperare di potere portare avanti azioni coordinate. L’impossibilità di intervenire si estende anche a un’altra questione particolarmente sentita dai residenti: quella della vecchia edicola in centro, su via don Franchini, in cui non molto tempo fa da diversi residenti è stata rilevata anche la presenza di topi. Claudio Botti in più occasioni ha portato all’attenzione la questione: «Si tratta di un’edicola mal ridotta, abbandonata da anni e ormai fatiscente». Il chiosco è chiuso da parecchio e nessuno dei residenti pare sapere a chi appartenga: «Quella è una zona di passaggio, se si dovesse staccare un pannello o qualcos’altro, qualcuno potrebbe rischiare. Non si può procedere con un’ingiunzione al privato?», è intervenuto Amos Ballestrazzi.

«L’abbiamo già fatto – ha spiegato Costi – ma non abbiamo ottenuto alcun risultato. Il Comune non può intervenire facendo ciò che il privato non fa». Una situazione, come è stato evidenziato nel corso della serata, che “sta portando all’esasperazione la gente” tanto che qualcuno si è anche offerto di smontare personalmente il chiosco.

Parlando poi di problemi noti i cittadini hanno ricordato quello del transito dei mezzi pesanti in strade in cui non è consentito; la polizia locale effettua controlli, l’amministrazione comunale ha dialogato con lo stabilimento Aia verso cui si dirige gran parte di questi camion, fornendo nel dettaglio il percorso che questi dovrebbero seguire. Finora però la situazione non si è risolta, e i residenti continuano ad essere preoccupati per quei mezzi possenti che attraversano strade di campagna a poca distanza dai pedoni.

In ultimo, un altro tema che può essere considerato evergreen per la frazione è quello che riguarda il parco di via Colombo: i residenti, che parlano da tempo di schiamazzi e abbandono costante di rifiuti nell’area, ieri hanno chiesto di installare una telecamera anche lì.

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