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«Chiusura per prudenza e per capire cos’è successo»

S.A.
«Chiusura per prudenza e per capire cos’è successo»

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l’intervento

«Nelle scuole il trend della pandemia segue l’andamento generale. Si rivela fondamentale la collaborazione con i pediatri, le nostre antenne sul territorio, nel tenere sotto stretto controllo l’evolversi di eventuali situazioni di contagio».

Il dottor Giovanni Casaletti, direttore del servizio di Igiene pubblica dell’Ausl, non ha dubbi: è ancora importantissimo rispettare misure quali l’utilizzo della mascherina, il lavarsi spesso le mani e tutto quanto contribuisca a garantire il più possibile l’igiene contro la diffusione del virus.

Nelle scuole, finora, non si rivelano situazioni anomale rispetto all’andamento della pandemia.

Tra la fine di settembre e i primi di ottobre negli istituti modenesi si registravano 256 persone in quarantena, mentre tra il 4 e il 10 ottobre sono diminuti a 215. A metà ottobre il dato è ulteriormente sceso a quota 108.

«La chiusura delle “Don Milani” è stata prudenziale – rivela il dottor Casaletti – Si è preferito sospendere l’attività per capire cosa stava succedendo e intervenire. Dall’inizio dell’anno scolastico alle “Don Milani” non risultavano casi di contagio prima di questo episodio. E ho forti dubbi sul fatto che questa diffusione si sia sviluppata in ambito scolastico».

Il direttore del servizio di Igiene pubblica specifica, comunque, che ogni caso è a sé e ogni situazione, quindi, è da contestualizzare in modo specifico.

Casaletti, inoltre, fa notare come le qualità delle interviste per il tracciamento siano migliorate. Nei mesi scorsi, infatti, lo specialista aveva chiesto maggiore collaborazione ai cittadini interpellati dagli operatori dell’Ausl, impegnati nell’effettuare il tracciamento dei casi positivi. In molti avevano preferito l’omertà piuttosto che mettere in difficoltà amici o conoscenti. Ma la collaborazione è fondamentale – il direttore dell’igiene pubblica lo ha ricordato più volte – perché la pandemia può essere sconfitta solo con la collaborazione di tutti, operatori sanitari e cittadini.

«La qualità delle interviste è migliorata – conferma Casaletti – Qualche risposta in più arriva. Rimane l’importanza, da parte delle persone intervistate, nell’intraprendere tutte le azioni che servono per un comportamento corretto, per sé e per gli altri».

S.A.

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