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LA MOBILITAZIONE 

Gli studenti in piazza «Ambiente e futuro»

Stefania Piscitello
Gli studenti in piazza «Ambiente e futuro»

Un centinaio di ragazzi del Friday sfilano per le vie della città «Abbiamo paura, è ora di intervenire per cambiare le cose»  

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Stefania Piscitello

Sono tornati in piazza i giovani del movimento Fridays For Future che ieri mattina hanno marciato dal polo scolastico portando il loro messaggio fino in centro. Più di un centinaio di studenti degli istituti superiori di Sassuolo e provenienti da tutto il distretto, uniti nello sciopero globale per il clima.

«Essere qui – dice Maichol Amato, che frequenta il Volta ed è portavoce dell’associazione studentesca React – anche se siamo poco più di un centinaio, è importantissimo. Possiamo essere quella futura classe dirigente che prenderà in mano questo Paese».

Megafoni, slogan e cartelloni, la generazione dei Fridays for future si è ritrovata al Parco Ducale per preparare con i pennarelli quei messaggi da portare tra le vie del centro, dove ieri c’era il mercato e dove hanno sfilato tra quegli adulti dai quali chiedono, a gran voce, di essere ascoltati.

«Con l’organizzazione siamo partiti tre settimane fa, quando abbiamo avuto il via dal gruppo nazionale – spiega Marco Modena, del comitato locale – Le associazioni che hanno partecipato con noi sono tante: Legambiente, Sassuolo Futura, Italia del Futuro, Giovani Democratici, Rock’s e l’associazione studentesca del Formiggini Aps Renovatio Crew».

Sul prato prima della partenza Alessio, che insieme a Gabriel lavora al suo cartellone. «Stiamo lottando per la nostra sopravvivenza», sottolinea Alessio che frequenta la seconda al liceo Formiggini, indirizzo linguistico. «Serve che questa crisi climatica – continua – venga trattata come un’emergenza». C’è determinazione nelle parole di Alessio, che chiude con un’affermazione che, detta da un ragazzo tanto giovane assume ancora più rilievo: «Onestamente abbiamo paura».

Hanno vinto la timidezza gli studenti, e non hanno avuto paura di farsi sentire. «Sono qui – sostiene Gabriel che studia al Baggi – per l’indifferenza dilagante. Ancora oggi, ci sono persone che preferiscono non ascoltarci e ignorare questo problema che ci sta per toccare con mano».

Dal Baggi, dal Volta, dal Formiggini, dall’Elsa Morante. Non importa da dove venissero, ieri i ragazzi presenti erano riuniti sotto un’unica bandiera: quella verde del movimento nato a partire dalle proteste dell’attivista svedese Greta Thunberg. A livello locale, cosa si può fare? Tutti, indistintamente, credono che sia necessario partire dalle scuole. «Parliamo di Sassuolo, una piccola realtà che ha l’istituto più grande della provincia, il Volta. Pensate – dice Maichol Amato – a 2mila studenti che grazie alla scuola cambiano il loro stile di vita. Io credo che possa cambiare intere famiglie, intere generazioni».

«A livello locale – interviene Davide Nostrini, di Italia del Futuro – si può incidere molto anche andando nelle scuole a parlare del Pug e tramite questo strumento insegnare ai ragazzi cosa vuol dire migliorare una città dal punto di vista ambientale».

Filippo Simeone, coordinatore dei Gd del Distretto, rilancia una proposta: «Si dovrebbe fare un servizio integrato di mobilità sostenibile tra il lato modenese e reggiano, perché non si può parlare di distretto ceramico e mobilità senza considerare Casalgrande, Castellarano, Scandiano. Occorre mettere in collegamento queste realtà con dei bus, o una tramvia».

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