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S. Agostino, esposto sul bando Ma l’Anticorruzione dà l’ok

Luca Gardinale
S. Agostino, esposto sul bando Ma l’Anticorruzione dà l’ok

Un operatore ha coinvolto l’Anac giudicando troppo stringenti i requisiti richiesti Via libera da Roma: «Ente di diritto privato». Entro fine anno si parte con i cantieri

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Luca Gardinale

Sospiro di sollievo in casa Fondazione di Modena: quello che rischiava di trasformarsi nell’ennesimo stop al progetto Sant’Agostino alla fine si è rivelato solo un passaggio burocratico prima della partenza dei cantieri, attesa entro la fine dell’anno. Al centro c’è ancora una volta il maxi bando per il polo culturale, rifatto a metà maggio dopo l’annullamento di quello precedente. E proprio a pochi giorni dalla chiusura, con l’imminente affidamento dei lavori, ad esprimersi sulla regolarità dell’appalto è stata l’Anac, l’Autorità anti corruzione, che ha dato il via libera definitivo.

Ma perché è stato necessario il nulla osta dell’Authority? In sostanza, uno degli operatori economici interessati all’appalto aveva contattato l’Anac dopo aver valutato il bando eccessivamente “stringente” nelle richieste. «In particolare - conferma l’ente guidato da Paolo Cavicchioli - l’operatore economico contestava alla Fondazione di avere inserito, per la partecipazione alla gara, requisiti di ordine tecnico e finanziario sovradimensionati rispetto all’importo dell’appalto, oltre che impegni bancari a garanzia particolarmente onerosi, limitando in questo modo la libera partecipazione delle imprese alla gara, rispetto a quanto previsto dal Codice degli Appalti».

In seguito alla segnalazione, dunque, l’Autorità anti corruzione ha richiesto alla Fondazione alcuni chiarimenti in merito alla natura giuridica privata dell’ente, e conseguentemente alle modalità di svolgimento della gara». Fatte le opportune verifiche e chiesti i chiarimenti alla Fondazione, l’Anac ha giudicato legittima la gara che vede l’ente modenese nel ruolo di committente, in quanto ente di diritto privato, e quindi non obbligato ad attenersi al Codice degli Appalti. «La correttezza dell’operato della Fondazione trova una duplice giustificazione, formale e sostanziale - fa sapere ancora l’ente - innanzitutto, la Fondazione, come tutte quelle di origine bancaria, ha natura di ente di diritto privato. In secondo luogo, i requisiti ritenuti “sovradimensionati” per la partecipazione alla gara d’appalto sono stati introdotti dalla Fondazione per garantirsi la partecipazione di imprese dalla particolare solidità tecnica ed economica, viste le dimensioni e la complessità dei lavori da svolgere. Una scelta, quindi, volta alla massima tutela della propria attività, in forme ancora più severe di quanto previsto dal Codice degli Appalti».

«Un’ulteriore conferma della correttezza con cui la Fondazione sta conducendo questa importante operazione - commenta il presidente Cavicchioli - che non ha rallentato lo svolgimento della gara e ci permette di guardare con fiducia al traguardo di fine anno per l’apertura del cantiere». L’appalto sarà infatti affidato nei prossimi giorni, e i lavori partiranno entro la fine dell’anno.

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