«Ci sono troppi galli e galline: così Pd e sinistra alla disfatta»
Stefania Cargioli chiude la sua esperienza politica analizzando la sconfitta «Esistono filiere, ormai consunte, che dettano la linea lontano dalla gente»
Daniele Montanari
Pavullo. Il disastro del Pd e della sinistra in queste elezioni «era scritto fin dall’inizio» perché nello schieramento ci sono «troppi galli e galline che continuano a non capire che Pavullo vuole e merita altro».
È il giudizio, nei modi diretti che le sono abituali, di Stefania Cargioli, ormai ex consigliera comunale (per la Torre) a Pavullo, dove è stata anche assessore alla Cultura (dal 2001 al 2006) e vicesindaco (2006/10). Punto di riferimento per molti nel centrosinistra, tanto che era tra i nomi papabili alla candidatura a sindaco. Non c’è stata, e nemmeno una candidatura al Consiglio. Però prima di voltare pagina ha affidato a una sorta di lettera su Facebook che è un excursus del suo impegno politico (dalla sua prima elezione in Consiglio a Riolunato a soli 23 anni) considerazioni destinate a stimolare riflessione.
A partire da quelle sull’oggi, ovviamente: «Sono delusa dalla pessima figura che ha fatto il Pd e la sinistra alle ultime elezioni – sottolinea – ma a mio parere l’esito era scritto fin dall’inizio: troppi galli e galline che continuano a non capire che Pavullo vuole e merita altro. A Pavullo ci sono filiere, ormai consunte, che continuano a dettare la linea senza rendersi conto che la città è molto cambiata e che i pavullesi amano ragionare con la propria testa. Spero che anche questa volta non si pensi che la colpa è dei pavullesi che non capiscono la bontà di progetti non condivisi e calati dall’alto, e si cominci invece a lavorare seriamente insieme sui progetti e non su veti e dispetti personali. È stato distrutto già molto, è ora di costruire. Mi auguro che Graziano Pattuzzi rimanga in Consiglio cinque anni, perché anche la minoranza può essere molto formativa, e gli auguro buon lavoro insieme a Francesco Piggioli, di cui apprezzo la serietà con cui si approccia a diventare consigliere». Auguri di buon lavoro in realtà a tutti i nuovi eletti «e in particolare al nostro nuovo sindaco Davide Venturelli, che apprezzo per la sua competenza e determinazione. Il dopo Covid può diventare un nuovo rinascimento anche per Pavullo: sono sicura che Venturelli e la sua squadra daranno il massimo».
E qui un ricordo della sua capacità di fare: «Mi piace ricordare i sette stralci della ristrutturazione del castello di Montecuccolo, a cui sono molto legata, ricordo le tre scuole che ampliammo e costruimmo in cinque anni, la valorizzazione della galleria di Palazzo Ducale, la fonoteca, le scuole di musica, la gestione del cinema-teatro Mac Mazzieri». Un ricordo anche per le figure di quegli anni che non ci sono più: «Milena Chiodi e Tonino Parenti, che penso sia l’uomo con cui ho litigato di più (dopo mio marito), ma sempre per fare delle cose, mai su questioni personali».
Un saluto pieno di stima per il sindaco uscente Luciano Biolchini: «Ho apprezzato molto la sua mancanza di presunzione e la sua umiltà, che lo hanno portato ad affidarsi ai funzionari comunali: insieme hanno fatto funzionare la macchina comunale e hanno creato all’interno del Consiglio un clima che ha sempre favorito il rispetto reciproco. Ringrazio Biolchini per quello che ha fatto, e gli auguro il meglio per il futuro». E nel futuro di Stefania adesso cosa c’è? «Il negozio in centro, ma mi piacerebbe anche poter collaborare con i gestori del castello su progetti di valorizzazione». Ma con la politica è proprio finita? «Beh, mai dire mai nella vita».
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