«Fermata scuolabus, i bambini rischiano di essere travolti»
Le mamme di Altolà preoccupate per la velocità delle auto Il sindaco: «Stiamo valutando diversi tipi di interventi»
Elena Pelloni
san cesario. Forti proteste per il problema della fermata dell’autobus scolastico di Altolà.
Qualche giorno fa, infatti, è stato teatro di un episodio pericoloso: «Mia sorella stava attraversando la strada sulle strisce pedonali – racconta Giusi Iacono – Con lei c’erano suo figlio e un altro bambino, accompagnato dalla mamma. Un’auto che stava percorrendo la statale a gran velocità ha rischiato di investire tutto il gruppo».
Giusi racconta che la macchina ha dovuto tentare una frenata molto brusca per non travolgere i pedoni. È seguito poi uno scambio accesso tra il conducente dell’auto in questione e chi stava aspettando l’autobus assieme ai propri figli.
«Il problema non è solo di oggi – prosegue Iacono – In quel tratto di strada le macchine sfrecciano a gran velocità. I bambini devono prendere l’autobus presto per andare a scuola, quando è ancora buio e il lampeggiante non è sufficiente per far rallentare la corsa dei veicoli. Abbiamo chiesto a Comune, Polizia loale e Provincia. Ma le responsabilità continuano a essere rimbalzante da un ente all’altro».
Il sindaco di San Cesario, Francesco Zuffi, responsabile per quel tratto di strada, afferma di avere la questione tra le priorità in agenda. «Stiamo valutando diversi tipi di intervento, oltre al semaforo a chiamata, per rendere più sicuro l’attraversamento pedonale – spiega il primo cittadino – Si tratta però di un problema che purtroppo abbiamo riscontrato anche in altri tratti stradali di competenza comunale, come a Sant’Anna o nei pressi del confine con Castelfranco. Stiamo quindi cercando, assieme alla Provincia, di fare un ragionamento più ampio sui nostri tratti stradali per dare risposte organiche ed efficaci. Certamente, quanto accaduto nei giorni scorsi ad Altolà ci preoccupa e ci spinge a velocizzare i tempi per trovare la strategia migliore da adottare in quel tratto di strada. Non è infatti pensabile che i bambini e le loro famiglie debbano vivere situazioni di pericolo per andare a scuola».
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