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«Sassuolo 2030? Grande beffa Progetto verde non credibile»

Alfonso Scibona
«Sassuolo 2030? Grande beffa Progetto verde non credibile»

Paolo Piccioli, segretario cittadino Pd, attacca il sindaco Gian Francesco Menani «Tutto senza convinzione, non basta tagliare l’erba per essere sostenibili»

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Alfonso Scibona

«Sassuolo 2030, un non-progetto usato come specchietto per le allodole con l'amministrazione sassolese che ha sostenuto questa bella iniziativa coordinata dai laureandi della facoltà di architettura di Parma che ha come obiettivo una città più verde, accessibile ed accogliente».

Questa la prima replica del segretario del Partito Democratico cittadino, Paolo Piccioli, che parla della recente esposizione e presentazione di un plastico sulla Sassuolo del futuro, col territorio analizzato dagli studenti di architettura dell'università parmigiana.

Gli studenti, qualche settimana fa, sono anche stati a Sassuolo e, in viale XX Settembre (dov'è tuttora esposto il loro lavoro) avevano presenziato alla presentazione ai cittadini. «Sicuramente qualcuno deve aver suggerito al sindaco Menani – continua Piccioli - che esiste qualcosa chiamata sostenibilità. Ed anche lui è costretto ad adeguarsi. E si capisce chiaramente che lo fa senza convinzione o addirittura con malcelato fastidio. Perché, senza nulla togliere all’impegno di questi futuri urbanisti sicuramente incolpevoli, le loro proposte si scontrano con il vuoto strategico di questa amministrazione. Un vuoto che viene involontariamente evidenziato dalle parole dell’assessore all’urbanistica quando ringrazia l’Università e gli studenti: “…che hanno avanzato proposte ed idee davvero considerevoli e che, in futuro, potranno essere prese come ipotesi per riqualificare l’intero tessuto urbano cittadino”. Quindi, queste belle proposte, forse, in futuro potranno essere prese come delle ipotesi e poco di più. Davvero avvilente e forse anche un po’ irrispettoso nei confronti del lavoro fatto dagli studenti».

Piccioli punta l’indice contro l’amministrazione comunale sassolese rea, a suo dire, di aver adottato lo stesso format di esercitazione progettuale degli studenti di Parma che era stata fatta per i Comuni di Formigine e Maranello. «E non lasciare intendere che … gli studenti hanno scelto la nostra città, come se solo noi avessimo meritato questo privilegio – aggiunge il segretario Dem – non è davvero bello anche se il problema di fondo rimane un altro: quanto è credibile questa amministrazione verso la cultura della sostenibilità? Come può questa amministrazione parlare di verde, di accoglienza, di vivibilità urbana quando nella pratica ha sempre sostenuto una cultura “autocentrica”, cultura palesemente confermata nel restyling di piazza Martiri Partigiani? La cultura della sostenibilità non si improvvisa e non è sufficiente tagliare l’erba per essere green».

Poi una domanda finale che riguarda un’opera ancora non del tutto completata e che anche questa ha avuto la sua buona dose di polemiche. «Visto che da molti mesi gli studenti di Parma lavoravano su un progetto di riqualificazione urbana – chiede Piccioli - perché Menani e la sua giunta non hanno avuto il coraggio di chiedere a questo volenteroso gruppo di lavoro, sicuramente sensibile alla vera sostenibilità, come rendere verde, accessibile ed accogliente piazza Martiri Partigiani, cuore centrale della nostra città”?».

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