Impianto di biometano Il Comune lo boccia ma l’azienda porta tutti in tribunale
La Pico Bionergy voleva lavorare rifiuti urbani in via Nocedella La vice sindaco Budri: «Tutti gli enti contrari, ecco perché»
MIRANDOLA. Avrà uno strascico giudiziario la bocciatura del progetto della società Pico Bionenergy, che voleva installare un impianto per la produzione di biometano in via Nocedella. La società che ha sede nel Veronese, e che già nel 2019 aveva ritirato il piano, ha infatti deciso di ricorrere al Tar contro la decisione della Conferenza dei servizi e l’opposizione sancita da Regione, Provincia, Comune, Ausl e Arpae. Curioso poi come il ricorso muova contro anche l’imprenditore che ha i terreni a ridosso di via Nocedella seppur non siano specificati i motivi.
Appuntamento al 10 novembre per l’istanza cautelare in tribunale a Bologna. Per quell’udienza il Comune ha già incaricato un avvocato al fine di far valere le proprie ragioni.
Sulla bocciatura dell’insediamento della Pico Energy si era già espresso il Consiglio comunale, tutto unito per opporsi al progetto. Ma di cosa si tratta? La società punta alla “realizzazione di un nuovo impianto a fonti rinnovabili per la produzione di biometano mediante la fermentazione anaerobica di matrici organiche, in particolare la frazione organica dei rifiuti solidi urbani; l’impianto prevede inoltre la depurazione del digestato separato liquido ed il compostaggio del digestato; la quantità di rifiuti organici da destinare alla fermentazione è stimata a circa 40mila tonnellate annue. Il biometano prodotto sarà immesso nella rete del gas naturale”, spiegavano i tecnici.
Ma sono diverse le motivazioni che hanno portato il Comune a opporsi all’insediamento. In primis i criteri particolarmente stringenti imposti da una delibera regionale che ambisce a mitigare l’installazione di impianti di produzione di biogas e biometano da Forsu. La finalità è chiara: analizzare il territorio nella propria interezza ed evitare sovraffollamento. Non a caso ci sono già due centrali analoghe nel raggio di 30 chilometri, a Fossoli e Massa, entrambe gestite da Aimag. Non è poi ancora concluso l’iter di diniego del piano all’ex Cermar di Concordia e quindi il progetto Pico Energy appare in sovrannumero.
«In aggiunta – ha specificato il vice sindaco Letizia Budri – c’è una questione di un vincolo non rispettato di tipo paesaggistico su un paleodosso di particolare interesse. Non concordiamo poi la questione delle viabilità: via Nocedella è complessa da raggiungere con i camion dei rifiuti. Ma è soprattutto la distanza delle abitazioni a non essere adeguata. Ci sono almeno 12 case comprese tra i 50 e i 145 metri, ossia molto al di sotto dei 500 metri presvisti. E chi conosce impianti di questo tipo sa bene che non possono coesistere, causa le emissioni odorigene, con luoghi abitati. Per questo ci siamo opposti e al nostro fianco abbiamo anche Regione, Provincia, Arpae e Ausl».
F.D.
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