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Modena

l’analisi di serena ballista (udi) 

«Non è cambiato nulla Ora però c’è più coraggio di andare a denunciare»

G.F.

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Un patto di corresponsabilità. Ecco la ricetta indicata dall’Unione donne in Italia come antidoto alla violenza. A formularla è Serena Ballista, presidente di Udi Modena. «La violenza maschile contro le donne non è emergenziale, ma strutturale – dice – Magari fosse emergenziale e si potesse risolvere con un unico intervento deciso. Bisogna affrontarla con consapevolezza, convinzione e tempo per sradicare un problema così capillare e pervasivo di ogni ambito della vita».

L’indice della criminalità stilato da Il Sole 24 Ore stimola una riflessione. Numeri alla mano, la nostra provincia è balzata dal 41° al 16° posto su scala nazionale in negativo. Nel 2020 si sono registrate 67 denunce di violenza sessuale, quasi dieci (9,5) ogni 100mila abitanti. «Al di là degli effetti della pandemia, le denunce delle donne possono essere lette come un elemento positivo – commenta Ballista – perché denota la fiducia delle donne verso le istituzioni. Purtroppo, chi denuncia può trovarsi in situazione di vittimizzazione secondaria, venendo colpevolizzata».

Si torna così all’importanza dell’educazione e della formazione. «L’immaginario sessista va scardinato nelle scuole e non in modo sporadico – esorta Ballista – auspicabilmente mediante interventi di associazioni femminili. Occorre agire in collegamento con l’università e le istituzioni pubbliche. Inoltre, il ruolo della famiglia è importantissimo: se arrivano messaggi discordanti, lo sforzo di decostruzione degli stereotipi di genere potrebbe risultato inutile. Serve un patto di corresponsabilità tra le istituzioni, la società civile organizzata, la scuola e le famiglie».

G.F.

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