Blitz dei “no vax” indagati Perizia su Telegram e video
Proseguono a pieno ritmo le indagini con cui si punta a raccogliere tutto il materiale possibile sulla spedizione dei “no vax”, nella tardinata mattinata di lunedì, all’interno della Procura.
Proprio la Procura sta aspettando di acquisire la relazione della Polizia per ricostruire tutti i passaggi, per documentare quanto è accaduto, ripreso dai filmati della Gazzetta e da quello pubblicto sul canale Telegram dallo stesso Marcello Scunzani, a capo del blitz di lunedì mattina, indagato per le irruzioni precedenti nei luoghi delle istituzioni quali il Policlinico e le scuole, insieme ad altri due attivisti. Una di queste è a sua volta indagata: si tratta di una docente di ruolo alle primarie che si presentò alle Ferraris pretendendo di entrare pur priva di green pass.
Scunzani, lunedì mattina, è arrivato insieme a Luciano Fontana, già condannato a sette mesi per il blitz in Consiglio comunale. I due hanno incontrato la docente e un’altra donna davanti al tribunale e insieme si sono diretti verso la Procura. Qui sono entrati senza mascherina e senza sottoporsi ai controlli previsti dalla normativa anti-Covid, tra i quali la presentazione del green pass.
Il blitz è avvenuto in concomitanza con la nomina del perito che eseguirà gli accertamenti annunciati la scorsa settimana sui tre indagati della galassia “no vax” per due irruzioni al Policlinico, alle scuole Ferraris e Lanfranco. Dopo le istituzioni prese di mira nei mesi scorsi, lunedì è stata la volta di corso Canalgrande. Marcello Scunzani, protagonista di numerosi blitz, filmati e pubblicati su Telegram, e Luciano Fontana sono arrivati con documentazione legale sotto braccio e un cartello che hanno tentato di apporre all’ingresso della Procura, dove sono stati bloccati dalla vigilanza.
Nel frattempo, è stato assegnato l’incarico al perito Michele Sacchetti di Bologna per scandagliare il telefonino degli indagati: in particolare, si passeranno al setaccio le chat di Telegram dove i “no vax” sono soliti organizzarsi, per valutare se sia possibile ricostruire le ramificazioni del gruppo al di là di quanto è possibile leggere dalle conversazioni pubbliche. Saranno, inoltre, analizzati due video, girati iil 5 e il 6 settembre scorsi. Le parti offese sono: l’azienda sanitaria e le scuole dove sono avvenuti i blitz.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
