Ferrari inarrestabile in Borsa Superato il tetto dei 200 euro
In meno di 6 anni il valore quintuplicato dai 43 euro iniziali. Nuovo rialzo in attesa della trimestrale
Stefano Turcato
Inarrestabile senza limiti apparenti la corsa del titolo azionario Ferrari sul mercato borsistico di Piazza Affari.
Il debutto di Ferrari alla Borsa milanese è del gennaio 2016 con una quotazione iniziale di 43 euro e il volo, graduale ma tendenzialmente sempre verso l’alto, ha raggiunto nella seduta di ieri il massimo storico oltre quota 200 euro, in meno di sei anni quasi il quintuplo rispetto all’esordio.
Nel corso delle contrattazioni di ieri il titolo del Cavallino rampante ha registrato il valore di 208,3 euro, grazie a un rialzo circa del 4%: è il nuovo massimo storico assoluto. Nelle ore successive, secondo logica, sono partite le vendite e in chiusura di seduta la quotazione è scesa a 200,30 euro. La prossima settimana la società ha convocato l'assemblea degli azionisti per divulgare i risultati consolidati del terzo trimestre.
L a scalata delle azioni Ferrari verso quota 200 in questi sei anni, dopo l’esordio con valutazione di 43 euro, assume rilievo ancora più significativo se si considerano le difficoltà dei primi mesi, quando era stato raggiunto anche un minimo storico di 28 euro: rispetto a quella quotazione ora le azioni valgono oltre sette volte tanto.
Difficile trovare altri titoli azionari in grado di raggiungere valutazioni di questo tipo in tempi così relativamente brevi. Alla base c’è il valore del marchio, con pochi rivali al mondo, ma anche una gestione aziendale che ha incontrato i favori del mercato anche dopo la fine dell’era Marchionne.
Vale la pena di ricordare alcune delle tappe più significative della corsa del titolo Ferrari verso quota 200. Nel gennaio 2017 le azioni delle “Rosse” valevano 56 euro, a maggio 73 e 77 euro, a fine giugno la quotazione si era abbassata a 75,15 poi il boom fino ai 90 di fine luglio per superare il tetto dei 100 euro in novembre. Quindi si sono registrati cali (88,65 il 20 dicembre) per tornare a crescere sempre più nella prima parte del 2018. Il 2 maggio c’è un rialzo a 105,75 e poi doppio salto in alto che trascina verso i nuovi record: il 7 maggio a 118,05. Il 15 giugno il nuovo massimo storico a 127,65. In settembre la quotazione inizia a scendere fino a 85,56 euro di fine dicembre. Nel 2019 le azioni Ferrari riprendono a salire: 96,36 il 10 gennaio poi 110,35 il 14 febbraio e il grande balzo a 143,25 del 21 giugno, il 16 luglio a 151,30 poi portato a 155,10 in novembre fino ai livelli del 19 febbraio 2020, quando è stata raggiunta la quotazione di 169,05. I mesi della pandemia sono stati superati brillantemente fino ai 177 euro di inizio dicembre e al massimo storico di fine anno 2020 a 190,75.
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