«In attesa della neve una preparazione da professionisti per tutti gli sciatori»
Progetto nelle palestre con i ragazzi della Scuola Sci Cimone «Anche gli atleti amatoriali potranno così godersi le piste»
Alice Benatti
Sestola. Sei tra quelli che amano sciare ma ogni volta che tornano da un week-end sulla neve accusano subito mal di schiena o dolori fastidiosi ad altre parti del corpo? Quest’anno non arrivare sulle piste impreparato! La Scuola Sci Cimone, realtà giovane (il più “anziano” dei suoi quindici maestri è un 33enne) nata in uno sfortunato 2020 di impianti chiusi, arriva anche in pianura con corsi di preparazione allo sci tenuti presso la palestra Leonida a Spilamberto oltre che alla Box 393 a Sant’Antonio di Pavullo. Una risposta ai tanti amatori che, a differenza per esempio dei loro “colleghi” nel calcio, non conoscono preparazioni atletiche. Ma i corsi sono aperti anche agli agonisti. Un’idea di Diego Magnani, 30 anni, direttore della Scuola Sci Cimone, maestro Fisi e preparatore atletico, a cui abbiamo chiesto di spiegarci come ci prepara allo sci in una palestra dove (naturalmente) manca la neve.
Dunque non c’è nessuna preparazione per gli sciatori amatoriali?
«Solo gli agonisti sono seguiti da un preparatore mentre gli amatori sono lasciati a se stessi. Eppure, se guardiamo al Cimone, gli agonisti sono pochi sul totale degli sciatori. La maggior parte è gente che non abita a Sestola e non fa parte degli Sci Club ma viene da Modena, Bologna e Toscana. Il mio intento è di ampliare il discorso sci facendo conoscere alle persone determinati esercizi in palestra e spiegando loro quando e perché se li ritroveranno sulla neve».
Come è possibile prepararsi allo sci in una palestra?
«Lo sci è difficilissimo da rappresentare in palestra perché mancano due cose fondamentali: la neve e la velocità. Sugli sci la superficie del terreno cambia di continuo sia per le caratteristiche delle neve – che può essere ghiacciata, dura, molle, fresca perché appena caduta, compattata perché ci sono già passate sopra mille persone – che per il pendio, altro fattore variabile. Raggiungendo velocità molto elevate inneschi delle forze che in palestra puoi ricreare con strumenti come elastici o pesi ma non c’è il pendio quindi attraverso Bosu o tavolette Skimmy – attrezzi che creano instabilità – insegno ad adattare il corpo velocemente a determinati stimoli di instabilità migliorando così le abilità propriocettive».
A livello fisico su cosa è importante lavorare?
«Oltre al concetto di propriocettività è importante lavorare sul sistema aerobico. Lo squat, ad esempio, è uno degli esercizi che muscolarmente rappresenta meglio quelle che si fa durante lo sci perché c’è sia la parte eccentrica, quella in cui resisti alla forza di gravità, sia la fase concentrica che è quella di spinta che ti dà l’innesco per fare la curva successiva. Si va poi ad allenare il Core, complesso muscolare che non comprende solo la zona addominale ma anche quella lombare e rappresenta la sezione del corpo che lavora maggiormente nello sci, e l’attivazione dei glutei. Sento che tanti dopo aver sciato hanno mal di schiena e questo si può prevenire se in palestra si insegna ad attivare glutei e addome quindi a stabilizzare la colonna vertebrale».
Ci dica di più della Scuola Sci Cimone, presto il vostro debutto con un anno di ritardo…
«Speriamo che ci sia la stessa neve dell'anno scorso! Noi siamo a Passo del Lupo, sotto l’Hotel Passo del Lupo. C’è molto entusiasmo e quello che mi piace far capire è che siamo giovani ma anche molto preparati. Da una mia idea è stata sviluppata l’app “Cimone Scuola Sci” che servirà per prenotare le lezioni di sci comodamente da casa evitando file e assembramenti. Insomma una persona, per esempio di Modena, che decide di venire su a sciare il sabato e la domenica durante la settimana potrà prenotarsi il maestro che vuole all’ora che vuole».
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