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Torre-faro “rotante” e fermata di Gigetto Parco Amendola tra passato e futuro

Luca Gardinale
Torre-faro “rotante” e fermata di Gigetto Parco Amendola tra passato e futuro

Presentato il progetto di riqualificazione dell’area verde Si parte nel 2022 con il nuovo impianto di illuminazione

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Luca Gardinale

C’è il passato, con l’altissima torre faro che ruotava, simulando il percorso della luce solare, ma anche il futuro, perché il parco tornerà a essere illuminato dalla sua torre, ma senza la necessità di un movimento meccanico. E poi c’è il presente, che per uno dei parchi più amati dai modenesi è fatto di alberi, di acqua e di collinette, i tre elementi che contraddistinguono l’area verde realizzata nel 1981 su disegno dei grandi architetti Cesare Leonardi e Franca Stagi.

Celebrato il suo 40esimo compleanno, il parco Amendola è pronto a rinnovarsi grazie all’intervento di restauro affidato dal Comune all’Archivio Leonardi, presentato ieri mattina allo spazio OvestLab dall’assessore all’Ambiente Alessandra Filippi e dagli architetti Andrea Cavani e Giulio Orsini, che hanno curato il progetto.

Ma come cambierà dunque il parco Amendola? I temi portanti del progetto di restauro sono tre, ovvero più alberi, più luce e nuovi percorsi. L’obiettivo, infatti, è quello di rendere più fruibile e godibile il parco per tutti i cittadini, mantenendone l’impianto originale e allo stesso tempo inserendo nuovi elementi. Il lavoro degli architetti è dunque partito dall’indagine dello stato di fatto, con il rilievo e la mappatura di tutti gli alberi e le piante esistenti e delle loro condizioni di salute. Allo stesso modo, sono stati indagati tutti i percorsi e i manufatti originali in cemento (cilindri-sedile, fontane, pattumiere), materiale scelto all’epoca come elemento costruttivo dominante nel parco, ed è stata effettuata un’analisi approfondita sull’illuminazione, prevedendo il ripristino della torre faro. «Rilevata la necessità di intervenire sul parco, che mostra chiaramente i segni del tempo - spiega l’assessore Filippi - abbiamo deciso di mantenere la continuità con l’idea progettuale di Leonardi e Stagi, fondata sulla centralità degli alberi e del verde, ma innestata nella tradizione politica e culturale della città. Questo vuol dire che il parco è e sarà ancora di più pensato per le persone e per le esigenze attuali. Per questo, prima di partire, abbiamo voluto ascoltare coloro che lo frequentano e lo amano, e la risposta, infatti, è stata eccezionale».

Il primo intervento, nel 2022, partirà proprio dalla torre faro del parco, uno dei simboli dell’area verde fin dalla sua nascita, con la luce che ruotando richiamava il percorso della luce solare, anche se nella realtà il meccanismo della rotazione smise di funzionare poco dopo l’inaugurazione. Già dall’anno prossimo, dunque, la luce potrà ricominciare a “girare”: la rotazione, però, non avverrà fisicamente, ma attraverso l’adozione di sistemi di controllo elettronici che consentano l’effetto di rotazione e la regolazione differenziata della luce che sarà prodotta da nuovi elementi a led a basso consumo e ad alta resa cromatica, in sostituzione dei vecchi corpi illuminanti. L’intervento sull’illuminazione prevede di ripristinare la torre faro e aumentare la luce in tutta l’area: nella parte restante del parco sono infatti previsti tre nuovi pali, con un raggio d’azione di circa 50 metri, che saranno posizionati nell’area dei campi sportivi, tra il lago circolare e la ferrovia e nell’area prospiciente la scuola elementare Pisano.

E se la rimessa in funzione del faro e il nuovo impianto di illuminazione saranno una certezza, per il futuro c’è anche quella che al momento è un’idea dei progettisti: «Visto che il percorso della ferrovia Modena-Sassuolo passa qui accanto - spiega l’architetto Cavani - abbiamo pensato a una fermata di Gigetto proprio all’interno del parco».

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