«Caso S. Anna Deludente il ministro Cartabia»
IN PARLAMENTO
Non vede nessun problema per la commissione ministeriale da lei voluta che dovrà esaminare cosa è avvenuto nelle carceri in rivolta l’8 e 9 marzo 2020. «Le eventuali incompatibilità, anche territoriali, all'interno della commissione ispettiva ben potranno e saranno vagliate dalla commissione stessa sotto la supervisione del suo presidente, sì da risultare infondati timori di eventuali parzialità o minor trasparenza nell'andamento dei lavori». Così la ministra della Giustizia Marta Cartabia, nella risposta alla deputata Pd Giuditta Pini, prima di 30 firmatari di un'interpellanza sul tema. «Elusiva», «deludente» e «burocratica»: ecco come l’onorevole Giuditta Pini, modenese, ha giudicato la risposta che nulla aggiunge a ciò che già si sapeva su Sant’Anna e le altre carceri interessate. L'interpellanza chiedeva conto della commissione e faceva riferimento alla presenza di Marco Bonfiglioli, dirigente in servizio al carcere di Modena nel periodo della rivolta, nel corso della quale morirono nove detenuti e su cui ci sono state e sono in corso inchieste. Spiega la Pini: «La risposta della Cartabia non è solo deludente ma anche poco rispettosa dei trenta deputati che chiedevano chiarimenti. Non chiarimenti formali, se avremmo guardato da soli il regolamento su come si compongono le commissioni. Lei stessa aveva detto che voleva far chiarezza sulle presunte violenze ai detenuti dopo la rivolta. È una questione delicata. Ora non abbiamo più motivo di credere che volesse affrontarla con decisione. Le nostre domande e la richiesta di integrare il rapporto con il Garante dei Detenuti erano di merito. Purtroppo la risposta non è stata quella attesa. Noi continueremo a cercare di capire cosa è successo, anche per fugare dubbi sulle istituzioni». La Pini annuncia un’interrogazione sulla questione delle telecamere durante le rivolte, se erano accese oppure no e quando.
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