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Lavoratori post-sisma «C’è preoccupazione»

Lavoratori post-sisma «C’è preoccupazione»

La Cgil in campo: «Chiediamo risposte sul loro futuro Sono professionisti che tuteleremo nelle sedi opportune»

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«Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per le gravi ricadute che potrebbero prefigurarsi sul territorio modenese, nello specifico il distretto dell’Area Nord e quello delle Terre d’Argine, a partire dal primo novembre sia per la tenuta occupazionale sia per l’avanzamento dei lavori della ricostruzione post sisma 2012»: sono le parole di Alessandro Cambi (Nidil Cgil) e Veronica Marchesini (Fp Cgil Area Nord).

Dei quasi 400 lavoratori precari assunti tramite gli appalti tra la Struttura commissariale per la ricostruzione e le agenzie per il lavoro impegnati negli incarichi legati alla ricostruzione post-terremoto, solo poco più di 200 sono stati assunti direttamente in capo al Commissario per la ricostruzione a seguito della selezione pubblica tenuta in estate attraverso bandi di concorso per profili amministrativi e tecnici. Tra questi vi sono geometri, architetti e ingegneri, ma anche personale amministrativo necessario per espletare le procedure degli uffici tecnici dei vari enti, nonché personale che è andato a incrementare gli uffici che danno assistenza alla popolazione.

Già dal confronto sindacale di fine settembre con la Struttura commissariale, era emerso come fosse necessario che per i mesi di novembre e dicembre 2021, fossero gli stessi Enti territoriali che hanno in forza i dipendenti a provvedere attraverso le agenzie, a prorogare le missioni in scadenza col Commissario, che avrebbe comunque provveduto a risarcire ogni onere, poiché l’appalto di fornitura del personale sisma cessa la sua vigenza il 31 ottobre e non è più possibile procedere a proroghe.

«Mentre non ci risultano problemi di continuità occupazionale per le persone impiegate nelle province di Bologna e Ferrara, la situazione è ben diversa per i lavoratori impiegati nella provincia di Modena. In particolare tra quelli impiegati nei Distretti dell’Area Nord e delle Terre d’Argine, sono più di 30 persone – spiegano i sindacalisti di Nidil e Fp Cgil – Infatti, si è in totale assenza di risposte circa il loro impiego a partire proprio dal 1° novembre, generando inquietudini sociali e famigliari in quei lavoratori che da ormai nove anni sono impiegati nella ricostruzione e si ritrovano allo stesso punto ad ogni scadenza di appalto”.

«Chiediamo, pertanto, di avere risposte tempestive da parte dei Comuni dei Distretti» . Inoltre «ci dichiariamo sin da ora pronti a tutelare i lavoratori con tutte le modalità e in tutte le sedi opportune, non consentiremo che un disimpegno totale delle Istituzioni locali, possa causare tale spreco di competenze necessarie. Riteniamo che questo sia uno schiaffo alla dignità dei lavoratori e delle lavoratrici”.



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