Lotta all’evasione fiscale Modena ai vertici nazionali
Il Comune cittadino in evidenza con esiti superiori rispetto a Roma e Firenze nelle segnalazioni all’Agenzia delle Entrate. Cavazza: «Un impegno costante»
Giovanni Medici
Gli enti locali modenesi proseguono nella loro opera di contrasto all’evasione fiscale. Vale oltre 185mila euro infatti il premio che il Ministero dell’Interno ha riconosciuto per il 2021 al Comune di Modena per le segnalazioni qualificate trasmesse nell'ambito della collaborazione con l'Agenzia delle Entrate e Riscossioni in questa attività. E si arriva quasi a 700mila euro considerando tutta la provincia, dove sono stati quest’anno 13 i Comuni che si sono impegnati in questo senso. Con risultati lusinghieri, se si considera ad esempio Formigine, arrivata a quasi 165mila euro, Nonantola, a 113mila e Carpi, a 110mila.
Una recente indagine della Uil nazionale mostra tra l’altro come Modena abbia ottenuto in questo campo risultati più importanti di tante grandi città, come Roma o Firenze, mentre ad esempio Bari e Cagliari addirittura non hanno fatto segnalazioni all’Agenzia. Ma il Comune più attivo anche nel 2021 è stato quello di S.Giovanni in Persiceto, con 912mila euro recuperati dall’evasione e riconosciuti dal Ministero, che si sommano al milione e 200mila euro dell’anno scorso. Dopo i 148mila euro ricevuti lo scorso anno, con i 185.454,18 del 2021 il Comune di Modena supera così i due milioni e mezzo di euro incassati dal 2014 per la propria partecipazione all'attività di accertamento fiscale e contributivo: il vice sindaco e assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza considera tutto ciò frutto «di un impegno serio e costante nel contrastare l’evasione fiscale per ragioni di equità e con lo scopo di contenere il più possibile il carico e la pressione tributaria sui cittadini modenesi».
Nel 2020 le segnalazioni del Comune di Modena sono state 135, molte delle quali da parte del Nucleo antievasione della Polizia locale, che durante l’anno ha effettuato 445 controlli di natura fiscale. Le principali riguardano proventi non dichiarati da alienazioni di immobili o di aree edificabili; diverse anche le segnalazioni sulla disponibilità di beni indicanti capacità contributiva, con particolare riguardo ai beni d'impresa concessi in godimento ai soci, mentre altre sono relative a residenze fiscali all’estero o all’ambito del commercio e delle professioni. «È un lavoro importante e impegnativo, basato soprattutto su un’attività qualificata di ricerca e incrocio dei dati disponibili negli uffici comunali e non solo – spiegano i tecnici comunali – Sulle situazioni potenziali di evasione fiscale e contributiva interviene l’Agenzia delle Entrate, alla quale compete la successiva gestione del procedimento tributario, dall'emissione dell'accertamento fino all'effettiva riscossione delle somme accertate».
Tornando ai dati nazionali forniti da Uil, Modena è ai primi posti se si calcola l’incidenza percentuale dei Comuni che hanno attivato accertamenti sul totale provinciale, con il 27,7%. In valori assoluti questi hanno recuperato 683.236 euro, più che la provincia di Milano (598 mila) o Torino (500 mila). Nel 2020 gli enti locali modenesi impegnati nell’attività erano stati due in più ma per 615.321 euro recuperati dall’evasione, l’11% in meno.
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