Nasce a Modena farmaco per le donne in gravidanza
Progrediscono le ricerche sulla nuova molecola Tafoxiparin in cui è coinvolto l’ateneo modenese. L’Ad Saetti: «Frontiera innovativa per gravi patologie»
Stefano Turcato
Nasce nel territorio modenese un nuovo farmaco destinato alle donne in gravidanza. Stanno infatti progredendo studi e ricerche sulla Tafoxiparin, molecola di eparina modificata, da parte della svedese Dilafor AB, partecipata dalla modenese Opocrin che ha sede a Corlo di Formigine ed è tra gli azionisti di riferimento. L’obiettivo della nuova fase di sperimentazione è valutare se il trattamento con la nuova molecola Tafoxiparin, recente scoperta dei laboratori Dilafor, possa migliorare l’esito della preeclampsia, vale a dire l’ipertensione, talvolta dannosa, che si può sviluppare nelle donne dopo la ventesima settimana di gravidanza. Nella fase di sperimentazione, che partirà a breve, saranno coinvolte due università: l’ateneo di Modena e Reggio Emilia e l’Università degli studi di Firenze. In particolare saranno il professore Fabio Facchinetti, ordinario presso Unimore, il dottor Giovanni Grandi, ricercatore sempre presso l’ateneo modenese, e la dottoressa Sara Zullino dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi a collaborare con i ricercatori della Dilafor.
«La preeclampsia viene diagnosticata nel 5-8% di tutte le donne gravide a livello globale con un possibile rischio di severe complicazioni fetali e materne – spiega il professor Facchinetti – Oltre al parto pretermine, la preeclampsia è anche causa di complicanze vascolari a lungo termine e tra le prime 3 cause di morte materna».
«Questa patologia è associata ad alta morbilità e mortalità materna e neonatale – chiarisce il dottor Grandi – e ancora oggi non disponiamo di terapie specifiche che vadano idealmente a bloccare l’evoluzione a volte anche molto repentina della malattia. Sarà stimolante studiare un nuovo farmaco prodotto a Modena – conclude Grandi – nel trattamento di questa patologia così insidiosa».
«È una nuova frontiera nella terapia della preeclampsia che abbiamo il dovere di esplorare – dichiara Federico Saetti, amministratore delegato e vice presidente di Opocrin Group – A differenza degli studi clinici precedenti condotti in Svezia e Finlandia, questi trials saranno svolti in Italia presso l’Università di Modena e Reggio Emilia oltre che presso l’Università degli studi di Firenze. Credo – conclude Saetti – si tratti di una conferma sull’elevato standard qualitativo e culturale che viene espresso dai nostri atenei».
Lo studio prevede l’arruolamento di 23 donne tra la 26esima e 34esima settimana di gravidanza e valuterà la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia del trattamento giornaliero dalla diagnosi di preeclampsia fino a 4 settimane dopo.
Opocrin è un gruppo di imprese farmaceutiche che conta più di 340 dipendenti attivi in quattro stabilimenti e due sedi esecutive per un fatturato consolidato di circa 200 milioni di euro. La capogruppo è controllata dalla holding della famiglia Saetti Bianchini. La svedese Dilafor è una società partecipata dal Gruppo Opocrin.
Nei mesi scorsi Opocrin aveva anche annunciato gli studi in corso su Tafoxiparin per l’induzione farmacologica al travaglio di parto.
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