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Il piano della Fondazione: 4 milioni di aiuti in tre anni

Il piano della Fondazione: 4 milioni di aiuti in tre anni

Nel 2022 saranno finanziati progetti per 1,3 milioni La presidente Butturi: «Arte, welfare, ricerca e ambiente» Quarta: «Obiettivi superati»

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mirandola. Il Consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola ha approvato all’unanimità il Documento programmatico pluriennale che identifica le priorità d’intervento della Fondazione per il triennio 2022-2024, e il Previsionale 2022, che definisce le iniziative progettuali ed erogative per l’anno a venire.

«L’azione che la Fondazione perseguirà nel triennio – si legge in una nota – è la risultante di un processo di conoscenza e pianificazione dei bisogni del territorio e delle sue aspettative, processo ha avuto inizio sin dal 2019 con il confronto con le associazioni del Terzo settore e gli enti pubblici»,

«Si perseguirà – spiega la presidente Giorgia Butturi – il modello Sustainable Development Goals, definito dall’Agenda delle Nazioni Unite 2030, i cui obiettivi costituiscono un punto di orientamento, in rapporto al territorio, per quelle attività che da sempre impegnano la Fondazione nel contrasto alle disuguaglianze sociali, nel promuovere il welfare, l’educazione e la formazione dando priorità nel triennio agli interventi nelle aree Cultura, Ricerca e Formazione, Sociale, Salute Ambiente e Territorio».

«Pur con la necessaria cautela dal punto di vista della redditività degli investimenti della Fondazione – prosegue la nota – anche in ragione della crisi generatasi nel 2020 per l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid19, è previsto un volume di erogazioni annuali, per il 2022, pari a 1,33 milioni di euro, che, produce un obiettivo erogativo di 4 milioni di euro nel corso del prossimo triennio».

«Il risultato contabile complessivo del triennio trascorso 2019-2021 è stato superiore all’obiettivo della Fondazione, con un +48% sulle disponibilità per finalità istituzionali – ha dichiarato il direttore Cosimo Quarta – tali da consentire l’utilizzo di parziali risorse accantonate negli esercizi precedenti nei fondi per l’attività istituzionale senza inficiare il ricorso agli stessi in caso di scenari finanziari altamente negativi».

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