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Lapam si rinnova per altre sfide «Acceleriamo facendo squadra»

Luca Beltrami
Lapam si rinnova per altre sfide «Acceleriamo facendo squadra»

Il presidente Gilberto Luppi: «Da qui passa l’innovazione Energia, materie prime e manodopera da monitorare»

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Presidente Luppi, com’è lo stato di salute di Lapam che vive il suo XXI congresso proprio in questi giorni? La pandemia ha messo in crisi profonda le imprese. Com’è la situazione?

Se oggi, con tutte le cautele del caso, possiamo dire che il peggio è alle nostre spalle, lo dobbiamo al senso di responsabilità individuale e collettiva dei tanti che, nei diversi modi consentiti dalla legge rispettano le regole, hanno aderito alla campagna vaccinale e da imprenditori che continuano ad applicare i protocolli anticovid negli ambienti di lavoro. Certo, quasi due anni di restrizioni e limitazioni sono pesanti da sopportare, ma dobbiamo insistere perché non possiamo correre il rischio di tornare indietro ai lockdown dello scorso anno che, lo dico chiaramente, non sarebbero sopportabili dal nostro sistema economico».

Lo scenario economico nel quale ci muoviamo è quello della ripresa dei principali settori, che però è condizionata. Da quali fattori?

«Intanto dal costo dell’energia e da quello delle materie prime. Nel momento in cui il comparto manifatturiero e le costruzioni sono nel pieno di una ripartenza, la scarsa reperibilità delle materie prime ed i costi impazziti, stanno frenando la ripresa, creando situazioni paradossali di crescita della domanda interna ed esterna, a cui non si è in grado di rispondere, non potendo garantire tempi di consegna e costi già pattuiti. Ultimo fattore la difficoltà di reperimento della mano d’opera da parte delle imprese, dovuta in parte al calo demografico, in parte alla mancanza di profili idonei alle mansioni, alle nuove competenze oggi richieste sul mercato del lavoro. Non dimentichiamo che a Modena le micro e piccole imprese assorbono il 60,1% degli addetti».

Transizione ecologica e digitale: le micro, piccole e medie imprese del nostro territorio sono pronte ad affrontare queste sfide?

«Si stanno preparando e c’è chi è già pronto. Come associazione stiamo lavorando molto su questi temi, proprio per non lasciare soli gli imprenditori. Penso all’innovazione e ricerca industriale, che stiamo sostenendo con una rete di sportelli e consulenze su misura per le imprese, così come alla green economy, e dunque anche a risparmio energetico ed economia circolare, di cui gli artigiani sono per certi versi antesignani».

E sulla formazione dei giovani? Vi state muovendo in qualche modo?

«Lo facciamo da tempo: la formazione tecnica a partire dagli istituti e centri di formazione, è al centro di un’intensa e pluriennale attività associativa. Siamo diventati nel tempo tra i maggiori interlocutori delle scuole secondarie di primo e secondo grado, rafforzando inoltre le relazioni con l’università. L’impegno profuso per la formazione di imprenditrici e imprenditori è tra gli investimenti più continui e cospicui che Lapam sta facendo, in considerazione del valore strategico che essa ha ed avrà nei prossimi anni. La sinergia sviluppata con Formart, il nostro ente di riferimento, ha aumentato in quantità e qualità l’offerta formativa verso imprese e dipendenti».

Un nodo “storico” è quello delle infrastrutture. Quale è la vostra posizione?

«Intanto dobbiamo accelerare sull’agenda digitale regionale e sul collegamento in banda ultra larga dei nostri centri urbani e dei villaggi artigiani. Sono ancora troppe le imprese che lamentano uno scarso collegamento ad internet. Non mi riferisco soltanto ai paesi dell’Appennino o alle aree marginali, dove il problema è noto, ma anche ad aree industriali e artigianali di pianura. E poi non posso non ricordare lo stallo in cui versano la bretella Campogalliano/Sassuolo e la Cispadana, progetti di collegamento strategico sull’asse Modena-Brennero e di collegamento tra la direttrice del Brennero e il porto di Ravenna. Infrastrutture da sempre sul punto di partire e ancora ferme. É difficile e imbarazzante parlarne ancora…».

Per finire, Lapam cosa sta imparando da questo congresso?

«Il congresso è, come sempre, un’occasione straordinaria di ascolto degli imprenditori, mobilitare centinaia e centinaia di colleghi ci ha consentito di avere il polso della situazione. La strada intrapresa è quella giusta ed il momento di accelerare, di fare squadra. Ma anche di cambiare prospettiva: lo sviluppo del territorio è decisivo per migliorare la qualità della vita di tutti, ma dobbiamo lavorare anche per far sì che questo sviluppo sia sostenibile».

Luca Beltrami

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