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cronaca

Modena, ddl Zan, in 600 per i diritti «Uno scandalo averla affossata»

Larga adesione all'appuntamento organizzato da Arcigay contro l'affossamento della legge e le relative reazioni di esultanza


31 ottobre 2021 Paola Ducci


MODENA. Bandiere arcobaleno, mascherine e tanta determinazione. Sono questi gli elementi che hanno caratterizzato ieri sera la manifestazione organizzata dall Arcigay di Modena che ha visto la partecipazione di circa 600 persone.



La comunità Lgbt, insieme a tanti modenesi e cittadini da tutta la provincia, è scesa in piazza mostrandosi indignata e arrabbiata per l’affossamento del Ddl Zan in Senato e per le conseguenti reazioni di esultanza.

«Noi non ci fermeremo – afferma Francesco Donini, presidente di Arcigay Modena e promotore della manifestazione – Questa meravigliosa piazza sta a significare quanto la politica si stia dimostrando lontana dalla gente. La società è ben altro, perché richiede dignità e diritti per tutti i suoi cittadini indipendentemente dal sesso, dall’identità di genere, dall’orientamento sessuale e dalle condizioni personali di abilità o disabilità. Siamo qui stasera perché vogliamo dire basta a questi “giochetti politici”, noi continueremo a scendere in piazza in modo ordinato finché non avremo ottenuto l’equità e il raggiungimento di tutti i diritti per tutti».

«Lo scorso 27 ottobre – aggiunge Francesco Cervi, membro del direttivo di Arcigay Modena – il Ddl Zan è stato affossato da individui che celandosi meschinamente dietro al concetto di “democrazia” e dietro alla difesa, a loro detta, di ideali che avrebbero rischiato di essere consacrati al peccato e di essere sovvertiti al naturale ordine delle cose, ha stabilito ancora una volta che alcuni cittadini non dovrebbero nemmeno esistere. Ad aggravare il tutto, a provvedimento varato, subentrano infine le urla di gioia e gli applausi, quasi come a voler esultare per quei 102 membri della comunità Lgbtqi+ malmenati e perseguitati e per quelle 85 donne che hanno perso la vita dall’inizio del solo anno in corso Una vergogna».

Alla manifestazione, in programma in largo Sant’Agostino, poi spostata in largo Muratori all’ultimo momento su ordinanza della questura per ragioni di sicurezza, hanno partecipato persone di più età e di tante etnie, strette in un’unica idea: «Affossare i diritti che proteggono la vita umana è semplicemente disumano», come afferma anche Alice Savazza, 15enne di Campagnola.

Alla manifestazione tanti erano anche i genitori che si sono detti desiderosi di una società più inclusiva in materia di diritti per i propri figli, dopo aver sottolineato che l’Italia è l’unico paese d’Europa in cui questo tipo di legge è stata respinta. «Ciò che ha mosso tutto il movimento e le associazioni che stanno intorno alla comunità Lgbt – sottolinea Antonella Parrochetti, presidente di Agedo Bologna, l’associazione di genitori, parenti e amici di persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender – credo sia stato quello di combattere attraverso il Ddl Zan tutte le discriminazioni. Le mediazioni che chiedevano per cambiare il disegno di legge erano inaccettabili, perché presumevano di non includere l’identità di genere e una comunità non può abbandonare una parte di essa perché se così accade non può che sfaldarsi».

Infine, anche tanti insegnanti alla manifestazione «perché ritengo che questi temi debbano toccare tutti, a prescindere», conclude Veruska Cocco, insegnante di Nonantola.
 

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