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Il dottor Marcialis «Tutto quello che so me lo ha insegnato lui»

Serena Arbizzi

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«Tutto quello che ho imparato del mio mestiere me lo ha insegnato lui: era un professionista straordinario, dalle doti umane e lavorative uniche».

Il dottor Marcello Marcialis ha lavorato fianco a fianco al professor Caroli, imparando da lui, direttamente sul campo, i segreti della chirurgia della mano.

«È stato un privilegio poter crescere al suo fianco – aggiunge il dottor Marcialis, il quale fa parte anche dello staff dell’Hesperia – Ho conosciuto il professore nel 1992. Allora avevo il desiderio di entrare come specializzando in ortopedia. Poi, casualmente è avvenuto l’incontro con il professor Caroli, il quale conosceva molto bene il mio papà, con il quale diede l’esame di medicina legale. Mi disse che aveva un bellissimo ricordo di lui e manifestò, da subito, tutta la sua umanità, nel rendersi disponibile, dicendo che potevo contare su di lui in caso di bisogno».

Dal 1993 al 1997 il dottor Marcialis si specializza insieme a Caroli al Policlinico.

«Proprio quando lui andò in pensione, nel novembre 1997, mi sono specializzato – continua il dottor Marcialis – Mi disse che gli avrebbe fatto piacere che continuassimo a lavorare insieme e così fu all’Hesperia. Quello che so me lo ha insegnato lui. Era una persona splendida, straordinaria».

Tanti sono gli aneddoti legati alla vicinanza con il professor Caroli. «A fine carriera mi chiamò nel suo studio e mi disse: “Io tra un po’ smetto” e mi comunicò che avrebbe desiderato che io prendessi i suoi libri e gli oggetti. Inizialmente non osavo farlo, ma poi mi ha lasciato tutto quello che era all’interno del suo studio».

Innumerevoli, poi, gli episodi condivisi durante l’attività professionale al fianco di Caroli.

«È stato un vero maestro, innanzitutto – specifica Marcialis – Lui si metteva a sedere di fianco a te, fin dal primo anno, e ti insegnava a usare il bisturi. Adesso spesso fino a 50 anni non si fa nulla di manuale. Invece lui ti portava con te in sala operatoria. Innumerevoli anche i ricordi dai quali siamo legati anche al di fuori dell’attività professionale: era solito invitarci in Puglia. Era originario di Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, ma amava definirsi un tarantino. Era molto legato alla sua regione di origine, tutte le vacanze le trascorreva lì».

Serena Arbizzi

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