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L’organo fai-da-te assemblato a 15 anni che ora cerca una nuova casa

Stefania Piscitello
L’organo fai-da-te assemblato a 15 anni che ora cerca una nuova casa

Realizzato con il nonno dal trombettista Francesco Gibellini «Ha un suono particolare, vorrei vederlo in una chiesetta»

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Stefania Piscitello

«AAA regalo questo insieme di canne. Organo fatto da me venti anni fa per sperimentare senza sapere nulla. Meccanica assolutamente inventata. Canne di dimensioni tendenzialmente casuali», un annuncio decisamente particolare quello che il musicista sassolese Francesco Gibellini ha diffuso nei giorni scorsi e che ha attirato la curiosità di esperti del settore e appassionati.

Uno strumento da donare. Ma a chi? Gibellini, classe ’87, ha già una lunga carriera alle spalle: si è diplomato nella classe di tromba del Conservatorio di Stato Arrigo Boito di Parma e, nello stesso conservatorio, nel 2011 ha conseguito il diploma accademico di II livello di tromba ad indirizzo solistico interpretativo. Da trombettista si è esibito in Italia e all’estero con importanti formazioni orchestrali come l’orchestra del Teatro Regio di Parma, l’orchestra sinfonica dell’Emilia Romagna Arturo Toscanini. Tra le tante esperienze ha insegnato al liceo musicale di Parma, e suona nel Gomalan Brass Quintet. Insomma, un curriculum da vero professionista che include anche la passione per la costruzione di strumenti musicali, in particolare di organi.

Ma da qualche parte Francesco deve pur essere partito, no? La risposta sta proprio nello strumento offerto come regalo nell’annuncio. «È stato il mio primo organo. Da questa cosa per me è partita questa passione, ho iniziato a costruire gli organi. Una passione che è diventata anche una professione – spiega Gibellini – Io di lavoro faccio il trombettista. Questo strumento l’ho realizzato quando avevo circa 15 anni, un periodo in cui mi ero appassionato all’organo. Mio nonno si intendeva di falegnameria e aveva tutta l’attrezzatura. Così ho provato a costruirne uno con le mie mani, cercando informazioni su internet, guardando un po’ in giro, comunque totalmente in autonomia».

Così il nonno Fausto Gibellini lo ha affiancato, insegnando al giovane l’arte della lavorazione del legno. Le canne sono divise in quattro ottave e il suono è decisamente insolito: d’altra parte Francesco lo ha costruito proprio per sperimentare, spinto dalla propria curiosità. «Per realizzarlo ci ho messo otto mesi. È stata una grande soddisfazione, quando ho terminato ho pensato “è fantastico, l’ho fatto con le mie mani pezzo per pezzo, senza comprare assolutamente nulla”. Insomma, funzionava. E da allora non ho smesso più, ho ricominciato a costruirne altri per migliorarmi costantemente».

Dunque perché separarsi da uno strumento con cui si ha un legame affettivo tanto forte? «L’ho utilizzato per un sacco di anni, adesso dobbiamo ristrutturare l’appartamento in cui lo tenevo e non so dove metterlo. Anche perché potrei farlo funzionare, adesso non va perché avevo utilizzato il motore per altre cose. Il suono è sicuramente particolare perché essendo stato inventato non ho seguito le regole che si usano per costruire tutte le canne di determinate misure».

Dopo l’annuncio di Francesco, in tanti si sono proposti per andare a prendere lo strumento. «Io però avrei piacere che andasse in un posto dove possa essere valorizzato o donato al pubblico. Ad esempio una chiesetta oppure una scuola. In questo caso potrei montarlo io e renderlo nuovamente funzionante».

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