Alberto Coppa è Alfiere del Lavoro «Che emozione con Mattarella»
L’ex studente del Muratori San Carlo è stato premiato a Roma dal Presidente della Repubblica
Gabriele Farina
«Dare il meglio, sempre». Parola di Alfiere del Lavoro. L’ex studente del Muratori Alberto Coppa ha ricevuto il titolo a Roma dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Ricorderò per sempre l’emozione provata quando ho ricevuto la medaglia e l'attestato dalle sue mani», rivela il giovane alla Gazzetta.
Riavvolgiamo il nastro e partiamo dall’inizio, discutendo con il protagonista.
Cosa significa la nomina per te? Te lo aspettavi?
«Essere insignito del premio di Alfiere del Lavoro è l’esempio lampante dell’espressione “onore e onere”. L’onore di fregiarsi di un titolo che spetta a pochi e che celebra l’impegno investito nel percorso di studi nonché i meriti conseguiti. L’onere di avere sulle spalle una responsabilità che inizialmente percepivo gravosa, a causa delle aspettative che porta con sé. Non me lo aspettavo affatto. È stata una dolce sorpresa che mi ha colto impreparato».
Per quale motivo è arrivata?
«La mia professoressa di Italiano mi ha selezionato quale candidato della mia scuola, in virtù della media matematica dei voti conseguita nel corso dei primi quattro anni. Successivamente sono stati presi in considerazione anche i voti di licenza media e maturità».
A chi è dedicata?
«È dedicata a tutti coloro che mi hanno sostenuto durante il mio percorso, specie a mia madre che mi ascoltava la sera prima delle interrogazioni e ai professori e alle professoresse che mi hanno formato in quei cinque, bellissimi anni».
Quale ruolo ha svolto l'istruzione compiuta?
«Non ha avuto alcun valore specifico nell'assegnazione del premio. È invece scontato aggiungere che il liceo classico ha avuto un impatto fondamentale nel plasmare il mio modo di pensare, di studiare e di agire».
Che valore ha per te essere italiano? E modenese?
«Essere italiano significa portare dentro di me il patrimonio culturale che la storia del nostro Paese ha lasciato in dote a tutti noi cittadini. E lo stesso, seppur in misura minore, vale per il mio attaccamento identitario a Modena e all'Emilia, la cui eredità porto con fierezza nel mio accento e nell'amore per l'aceto balsamico».
Come giudichi il ruolo di Mattarella?
«Il professor Sergio Mattarella, in qualità di Presidente della Repubblica, è capo dello Stato e rappresentante dell'unità nazionale. Il suo ruolo è di rilevanza capitale perché egli è garante del documento che per eccellenza ci rende italiani: la Costituzione. Ricorderò per sempre l'emozione provata quando ho ricevuto la medaglia e l'attestato dalle sue mani».
Quale percorso universitario hai scelto?
«Ho scelto la facoltà internazionale di Business and Economics presso l'università Alma Mater di Bologna».
Qual è il tuo progetto futuro?
«È una domanda a cui non sono ancora in grado di rispondere con precisione. Ho in mente tanti progetti, che tuttavia rimangono nebulosi. Non mi sento di presentarne alcuno perché non sarei fedele a me stesso: devo ancora riflettere e fare esperienze prima di individuare la mia strada».
Cosa consiglieresti a te stesso se tu dovessi tornare indietro?
«Consiglierei di dare il meglio di me in qualsiasi circostanza e di sfruttare tutte le opportunità che la fortuna o il merito mi pongono dinanzi».
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