Ceramica afflitta dai costi dell’energia e c’è chi minaccia di spegnere i forni
Tariffe alle stelle: alcune aziende fatturano ai clienti il “sovrapprezzo energetico”, altre allungheranno le vacanze natalizie
Giovanni Medici
C’è chi sta ipotizzando uno stop magari parziale dell’attività, chi ha aumentato le fatture ai clienti con una sorta di “sovrapprezzo energetico”, chi sta seriamente pensando al da farsi, magari allungando il periodo di manutenzione straordinaria degli impianti nelle vacanze natalizie. L’industria ceramica è alle prese con i costi delle materie prime e in primis del gas metano e dell’energia elettrica necessari per fare funzionare i forni. I costi del fattore di produzione energia rappresentano per la ceramica circa il 20% di quelli totali: il settore è decisamente energivoro. In Italia se ne consumano 1,2 miliardi di metri cubi per fabbricare circa 400 milioni di metri quadrati di piastrelle e di lastre. Non più tardi di venti giorni fa il presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani ha inviato al presidente del Consiglio Draghi un’accorata lettera per sensibilizzarlo sulla situazione difficile che sta vivendo il settore, e che certo non si risolverà presto. L'Italia peraltro, che assieme alla Spagna domina il mercato europeo della ceramica, ha investito miliardi di euro negli ultimi anni in nuovi materiali e tecnologie, per innovare e confrontarsi nel nome della qualità con le produzioni più economiche, che arrivano da Cina, India e Turchia. Qualcosa, spiegano gli energy manager, si potrebbe ancora fare per risparmiare risorse, non tutte le aziende hanno impianti di ultima generazione, ma non può certo bastare. I tecnici sottolineano che tutto parte dalla nostra dipendenza energetica da Algeria, Russia e Olanda, dal fatto che nel nostro Paese ci sono due rigassificatori invece dei sei che almeno servirebbero, e c’è anche chi ricorda che le aziende che sono oggi più in difficoltà sono quelle che negli anni passati non si sono premurate di stipulare contratti a prezzo fisso. Non avere “coperture” significa accettare i prezzi di mercato di gas naturale ed elettricità, 2, 4, 6 volte maggiori di qualche tempo fa. Per Confindustria Ceramica gli aiuti che sono in discussione all'Unione Europea, proposti dall'Italia e da altri Stati membri, saranno fondamentali «per evitare il ripetersi di gravi crisi, ma non potranno risolvere l'emergenza attuale né ridurre i rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti per il prossimo inverno, inclusi i rischi sociali che ne potranno derivare».
Per queste ragioni l’associazione di categoria ritiene «indispensabili e urgenti azioni volte a calmierare i prezzi, tra le quali una maggiore liquidità del mercato nazionale del gas naturale, una ridefinizione delle condizioni economiche per il servizio di interrompibilità gas, interventi per fermare gli effetti speculativi nel mercato Ets e riconoscere le corrette compensazioni».
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