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Halloween amaro: attrezzi rotti e rubati alla “Festa da paura”

Stefania Piscitello
Halloween amaro: attrezzi rotti e rubati alla “Festa da paura”

L’animatore ha scoperto il furto del materiale per i bambini L’auspicio del comitato: «Speriamo sia solo uno scherzo»

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Stefania Piscitello

La festa di Halloween al parco Tassi che ha portato nell’area verde decine di bambini con le loro famiglie, ha avuto una conclusione amara. Sì, perché parte dell’attrezzatura dell’animatore chiamato dai volontari che ogni giorno si prendono cura del parco, è stata rubata. È successo sabato pomeriggio, in occasione di “Una festa da paura”: al termine dello spettacolo di Gianfranco – conosciuto in provincia come “Gian Fritto” – l’animatore ha scoperto che dalla sua borsa mancavano alcuni oggetti, per lui importanti per le esibizioni. «Il danno non è enorme – confessa Gianfranco – è la scomparsa di alcuni attrezzi che lascia l’amaro in bocca. Alcuni strumenti da lavoro sono spariti, altri sono stati rotti. Per lo più si tratta di trampoli in legno e secchielli in plastica». Mancano all’appello alcuni pupazzi da ventriloquo, - un pappagallo, un corvo e una scimmia - di cui Gianfranco si era servito per rendere il pomeriggio dei bimbi più giocoso. «Io all’inizio non mi ero accorto di nulla. Sono stati poi i volontari e i bimbi a dirmi che qualcuno era uscito con i miei trampoli. A fine pomeriggio quando ho riempito le borse mi sono reso conto che ne mancavano parecchi, se fossero stati un paio non me ne sarei accorto». La speranza è che il gesto sia riconducibile solo a uno scherzo di cattivo gusto e che la strumentazione venga ritrovata o comunque restituita al legittimo proprietario, che se ne serve ogni giorno per la sua attività. Ciò che più dispiace a Gianfranco è il contesto in cui l’episodio si è verificato: «L’associazione del parco Tassi è fatta da persone squisite che si sono rese disponibili fin da subito. Mi sento quasi in imbarazzo perché sono rimasti amareggiati più loro di quanto sia rimasto io. Il comitato sta lavorando gratuitamente per creare inclusione a 360 gradi». Insomma tanta l’amarezza, ma per fortuna il bottino non è ingente: «I pupazzi da ventriloquo per fortuna erano di poco valore. Non ho portato quelli professionali costruiti da me». Nel frattempo il Comitato ha lanciato un appello: chiunque dovesse ritrovare gli strumenti di Gianfranco o volesse restituirli, potrà farlo contattando i volontari o consegnandoli alla gelateria Macchioni.

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