Ma per alimentare le fabbriche c’è chi punta sull’idrogeno
A Castellarano per iniziativa di Iris Ceramica Group e grazie a un accordo con Snam sorgerà il primo stabilimento con caratteristiche “green”
Sorgerà a Castellarano la prima fabbrica ceramica al mondo alimentata a idrogeno verde. È quanto stabilito in un protocollo d'intesa firmato un mese fa da Iris Ceramica Group e Snam e che prevede lo studio e lo sviluppo di un nuovo stabilimento dell'azienda fioranese. Nel dettaglio la soluzione messa a punto da Iris Ceramica Group con il supporto di Snam potrà consentire di realizzare qui superfici ceramiche utilizzando un mix di idrogeno verde, generato grazie all'energia solare, e di gas naturale: sul tetto dello stabilimento verrà installato un impianto fotovoltaico - con una potenza di 2,5 megawatt - che sarà abbinato a un elettrolizzatore e a un sistema di stoccaggio dell'idrogeno rinnovabile prodotto in loco. L'utilizzo di idrogeno verde e gas naturale, anziché del solo gas metano, consentirà di abbattere le emissioni di CO2 e aprirà la strada, nel lungo termine, all'utilizzo esclusivo di energia rinnovabile per una produzione a zero emissioni.
Va ricordato al riguardo che è di pochi mesi fa la notizia che l’Italforni di Formigine ha brevettato e testato l’uso dell’idrogeno verde per i forni a rulli dell’industria ceramica, un progetto realizzato in collaborazione con la livornese Idroenergy spa. Una soluzione che consente di utilizzare l’idrogeno come fonte energetica parzialmente alternativa al gas metano e può consentire l’autoproduzione di idrogeno presso lo stabilimento che utilizzerà gli impianti della ditta. Il brevetto di Italforni per questa tecnologia è applicabile su tutti i bruciatori attualmente utilizzati sui forni a rulli e gli essiccatoi che producono la ceramica italiana. I dissociatori elettrolitici devono essere alimentati con acqua demineralizzata e l’ossigeno prodotto potrà essere inserito per arricchirla nell’aria di combustione e utilizzato nelle parti del forno dove serve maggiore ossidazione.
L’uso di idrogeno combinato con l’ossigeno comporta poi da subito un’immediata diminuzione dei fumi in uscita dal camino. L’investimento in un impianto completo, escluso il campo fotovoltaico, per una fabbrica che produca ogni anno 3 milioni di metri quadrati di piastrelle, è di 3 milioni di euro e sono sufficienti 7 anni per ammortizzare l’impianto grazie al solo risparmio sulla CO2 emessa in atmosfera.
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