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La città piange Agostino Rota decano di sindacato e volontari

Serena Arbizzi
La città piange Agostino Rota decano di sindacato e volontari

A lungo tra le file della Cgil, la sua storia si è intrecciata con quella di Carpi  Il sindaco: «Usava la cultura per elevare gli altri». Il funerale sabato mattina

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Serena Arbizzi

«Quando avevo 14 anni, il 22 aprile 1945, giorno della Liberazione a Carpi, ho sentito i partigiani che, allo scoperto, ci dicevano che era finita: da allora mi sono impegnato nel partito, nel sindacato Cgil, nell’Auser e ho lottato per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori in Italia e nei Paesi poveri del mondo».

Questo e tanto altro era Agostino Rota, mancato a 90 anni, lasciando un vuoto incolmabile nelle tante persone che lo hanno conosciuto e hanno potuto apprezzare da vicino le sue qualità.

Sindacalista di lungo corso, protagonista della vita civile, politica e sindacale dal dopoguerra a oggi nel panorama modenese e regionale, attivo nella cooperazione internazionale e negli aiuti umanitari negli anni Settanta e Ottanta e dagli anni Duemila impegnato in iniziative politico-sindacali e di volontariato a sostegno degli ultimi. Agostino Rota ha fatto dell’aiutare gli altri, sotto diverse forme , il proprio stile di vita.

Carpigiano di origine, Agostino Rota, nasce nel 1931 in una famiglia di braccianti agricoli, comincia a lavorare giovanissimo a 14 anni nella Collettiva bracciantile di Santa Croce di Carpi e la sua è la storia del grande cambiamento della nostra terra a cavallo tra il Novecento e gli anni Duemila, è la storia della trasformazione del lavoro da prevalentemente agricolo a industriale, delle grandi battaglie per i diritti dei lavoratori. Lo Spi Cgil provinciale, nel 2019, ha voluto dedicargli il libro autobiografico “Da sempre in cammino, nell’ambito del “Progetto Memoria” per mantenere viva la memoria delle lotte e dei protagonisti che hanno fatto la storia sindacale e hanno contribuito all’emancipazione e al progresso dei lavoratori e degli ultimi.

Rota è stato uno di questi protagonisti, la sua vita riassume bene l’impegno a tutto tondo a partire dal primo dopoguerra quando si iscrive al Pci, alla Cgil e all’Anpi di cui è stato anche segretario a Carpi e proprio sabato scorsi aveva partecipato al congresso.

Diversi i ruoli ricoperti nel sindacato, dalla Federbraccianti ai tessili, da segretario della Camera del lavoro di Carpi a segretario provinciale degli alimentaristi e anche membro della categoria regionale. È stato anche in segreteria regionale Cgil e memorabile rimane la sua testimonianza sulla strage del 2 agosto 1980, quando fu chiamato d’urgenza da Modena, insieme ad Adelmo Bastoni, per decidere le iniziative del sindacato e dei lavoratori. Proprio quest’anno, per il 40ennale della strage, la Cgil Emilia Romagna ha realizzato un docu-film in cui lo stesso Rota ricostruisce quegli avvenimenti.

A Carpi risiedeva e viene ricordato anche fondatore dell’associazione Africa Libera nata a Carpi nel 2004 per la cooperazione internazionale in Ghana e Costa D’Avorio

La Cgil e il sindacato pensionati Spi Cgil di Modena esprimono profondo cordoglio per la sua scomparsa. Così come il sindaco Alberto Bellelli. «Sono cresciuto con i tuoi racconti delle storiche battaglie sindacali sul territorio. Una cultura sudata la tua, di cui andavi orgoglioso, ma che usavi per elevare gli altri e non per schiacciarli, perché quello studio era riscatto e mai conquista personale. Grazie Ago per tutto ciò che mi hai insegnato», è la dedica affettuosa di Bellelli.

«Era profondamente democratico, fedele ai valori della Costituzione, un finissimo intellettuale ma molto operativo nel concreto: era molto gradevole parlare con lui, sempre pacato e autorevole», rimarca Mauro D’Orazi, presidente del Consiglio delle Terre d’argine.

«Due anni fa fui onorato di presentare l'autobiografia di Agostino Rota – aggiunge lo storico Giovanni Taurasi – Agostino era “Da sempre in cammino”, come recita il titolo della sua biografia. Anzi, è da sempre in cammino. Anche ora che il suo cuore si è fermato. Perché certe vite sono così intense che non finiscono mai».

Il funerale si terrà sabato alle 10 da Terracielo. Il feretro verrà poi portato a Santa Croce per la sepoltura.

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