Modena Volta Pagina: «Errore di progettazione come in corso Duomo»
Continua a far discutere la rottura delle lastre di corso Canalchiaro. Interviene anche Modena Volta Pagina: «Lascia francamente senza parole la “giustificazione” addotta dall’assessore ai lavori pubblici, Andrea Bosi, che i diffusi danni alla pavimentazione appena rifatta di corso Canalchiaro siano causati dal traffico veicolare amplificato dalla copertura del canale sottostante. Non lo sapeva l’assessore che qui transita il trasporto pubblico? Eppure ciò era ben presente a tutti i modenesi e doveva essere conosciuto dal progettista dell’intervento. Ancora peggio pare la soluzione adombrata dall’assessore, cioè la semplice sostituzione delle lastre deteriorate e il blocco dei mezzi più pesanti, cioè del trasporto pubblico. Se dopo alcuni mesi il materiale della pavimentazione crepa e si sfalda per il passaggio di pochi mezzi pubblici è evidentemente inadatto oppure è sbagliato il metodo di posa. In un caso o nell’altro la soluzione non è eliminare il trasporto pubblico, dimenticando invece l’intenso traffico commerciale da ridurre, ma utilizzare materiale adatto sia al luogo sia alla fruizione cui è destinato».
«Tutta la pavimentazione della zona prossima al Duomo presenta perplessità riguardanti i materiali e la posa. Basta guardare la facciata del Duomo - conclude Modena Volta Pagina - e si noterà che l’originario sagrato, delimitato da fittoni, trova la sua prosecuzione in un anonimo trapezio pavimentato con ciottoli di fiume, elemento residuale tra il sagrato e la parte centrale, realizzata in blocchi di pietra forte alberese squadrati. Tutti materiali e formati non appartenenti alla tradizione cittadina. Anche l’imbocco di via Sant’Eufemia e l’imbocco su Via Emilia non sono stati trattati con alcuna cura».
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