«Agostino è stato un pilastro Continuerà sempre a ispirarci»
Il figlio ricorda commosso la lezione del sindacalista scomparso a 90 anni L’amico Anceschi: «Impegno costante dalla parte degli umili e degli sfruttati»
Serena Arbizzi
«Papà è stato un pilastro, in famiglia, ma anche fuori: noi cercheremo di calcare le sue orme, nel rispetto di tutti i suoi insegnamenti». Giorgio Rota ricorda il padre Agostino, pochi giorni dopo la sua scomparsa, a 90 anni.
La storia di Agostino si è intrecciata profondamente con quella del nostro territorio: dalle dure battaglie sindacali ai fatti di cronaca, come la strage di Bologna del 2 agosto 1980, fino alla partecipazione nel mondo del volontariato. «Ho tanti ricordi insieme a lui – continua il figlio maggiore Giorgio, che piange il papà insieme ai fratelli Alberto e Rossella – come famigliare è stato sempre un faro per noi. Io lo ricordo e continuerà a essere il nostro faro anche ora che non c’è più: ha segnato la via, e noi ci sforzeremo di percorrerla».
Alla camera ardente presso Terracielo i parenti stanno accogliendo numerose persone, in vista del funerale che si terrà domani alle 10. «Stiamo ricevendo calore e tante manifestazioni d’affetto da parte di tutte le persone che lo conoscevano – aggiunge Giorgio – dalle associazioni di volontariato ai parenti, al sindacato».
Alcuni momenti sono impressi nella memoria dei figli. Uno in particolare. «Mio padre che racconta gli attimi della strage di Bologna, quella è la sua esperienza più toccante che mi ha raccontato – rimarca il figlio – noi eravamo già dei ragazzi e capivamo che nostro padre stava vivendo in prima persona un momento storico. Lui mi parlava della grande confusione che c’era quel giorno: non si capiva nulla e tutte le istituzioni si rivolgevano ai sindacati per capire cosa fosse successo. Inizialmente si pensava all’esplosione di una caldaia. Poi si capì che si era trattato di un attentato. Papà era a Bologna, era un sabato e fu chiamato appena accaduto il fatto. Ha vissuto questo episodio con il suo tratto distintivo di sempre: il saper pensare molto agli altri e alla sua famiglia, questa era la sua caratteristica più spiccata».
Un ricordo commosso dell’amico Agostino Rota, lo lascia anche un esponente di spicco della sinistra carpigiana come Luigi Anceschi. «Se n'è andato il mio amico e compagno Agostino, Agostino Rota – dice Anceschi – da sempre e non solo a parole dalla parte degli umili e degli sfruttati, cioè dalla parte giusta. È il carpigiano al quale sono più affezionato. Mi mancherà moltissimo». Anceschi, poi, estrae dal cappello dei ricordi una chicca che lascia trasparire le idee e l’ironia di Agostino: un manifesto uscito in occasione di uno scontro fra il sindacato tessile della Camera del lavoro di cui Rota era segretario e l’azienda Severi, importantissima fabbrica del tessile abbigliamento. Nel manifesto Rota chiede scusa agli imprenditori “per averli arricchiti illecitamente”: tratto che ne rivela la personalità forte e sempre a difesa dei lavoratori.
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