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in aula magna al policlinico 

Se la demenza inizia in gioventù Un dramma per 260 modenesi

Gabriele Farina
Se la demenza inizia in gioventù Un dramma per 260 modenesi

Domani convegno medico sui disturbi cognitivi e di linguaggio prima dei 65 anni Zamboni: «Nel 90 per cento dei casi non c’è consapevolezza, difficile intervenire»

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Gabriele Farina

Accendere i riflettori su realtà spesso nascoste. Domani mattina l’aula magna del Policlinico ospita l’evento “La demenza e i disturbi cognitivi giovanili, atipici e lievi”. I dati mostrano come circa 260 modenesi soffrano di demenza a esordio giovanile. Tali forme si manifestano prima dei 65 anni e vanno descritte al plurale. La forma più comune indicata dai sanitari è l’Alzheimer, che negli under 65 interessa più spesso il linguaggio e il comportamento. Un discorso simile vale spesso nella seconda forma più diffusa: la demenza frontotemporale. «Diventa difficilissimo intervenire quando non c’è la consapevolezza della malattia fino al novanta percento dei casi - specifica la neurologa Giovanna Zamboni, docente Unimore - Le persone non si ricordano cosa hanno mangiato per pranzo, vanno in giro svestite. I numeri su Modena non saranno grandissimi, ma l’impatto lo è. Alcuni sintomi sono bizzarri, sono disturbi floridi e difficili da contenere». Centrali diventano i ruoli dei sanitari e delle persone che si prendono cura o “caregiver”. «Abbiamo il dovere di occuparci dei pazienti e di chi sta loro vicino - l’imperativo posto dal dottor Claudio Vagnini, direttore generale del Policlinico - Eseguire tale missione significa migliorare la vita di chi è colpito dalla malattia e di chi convive con queste persone». Non è un caso che l’evento intenda creare un circolo virtuoso. «Promuoviamo il dialogo tra familiari e le persone accompagnatori - riprende Zamboni - Così noi ricercatori impariamo e vediamo a nostra volta cosa ricercare in un modo più approfondito». Più nel dettaglio, la giornata informativa sarà divisa in tre sessioni. Dalle 9,30 alle 10 i docenti Unimore Francesca Benuzzi e Giulia Vinceti tratteranno i sintomi nei disturbi cognitivi lievi e nella demenza frontotemporale. Dalle 10 alle 10,45 la dottoressa Annalisa Chiari, responsabile della Neurologia Cognitiva del Policlinico, descriverà “Il carico dei caregiver nelle demenze giovanili in provincia di Modena”. Seguirà l’intervento di Laura Invernizzi, vicepresidente dell’Associazione italiana malattia frontotemporale. «È un tipo di malattia che tende a far chiudere una persona - osserva Invernizzi - Spesso ci si sente poco accettati, provando un senso di chiusura e di vergogna». “Strategie terapeutiche: il ruolo della ricerca” è il titolo della terza sessione, in programma dalle 11 alle 11,45. Le ricerche vedono Unimore in evidenza sia da capofila sia coinvolta da centri internazionali. «Otteniamo risultati straordinari rispetto alle risorse limitate che abbiamo - l’analisi di Zamboni - Avremmo bisogno di più fondi, della possibilità di assumere più persone, di avere più infrastrutture». «Mettiamo competenze per progetti competitivi», rilancia il dottor Stefano Meletti, direttore della Neurologia del Policlinico. Alle 12 le conclusioni, affidate alle dottoresse Chiari e Zamboni. Accesso libero (con green pass) dalle 8 alle 9.

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