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decisione attesa il 21 dicembre 

Palazzina crollata al Policlinico Si va verso una super perizia

Daniele Montanari
Palazzina crollata al Policlinico Si va verso una super perizia

Ascoltati tutti i tecnici di accusa e difesa con valutazioni opposte sulle cause Il giudice De Padua pensa a un esperto che sancisca il verdetto definitivo 

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Daniele Montanari

Una superperizia per dire l’ultima parola sul crollo, nell’aprile 2013, della palazzina ex Diagnosi e Cura del Policlinico, in uso all’Ausl.

È quanto si è riservato di disporre ieri il giudice Danilo De Padua dopo aver ascoltato tutti i consulenti tecnici che hanno detto la loro sulle cause del devastante cedimento all’ospedale per cui sono imputate quattro persone: Stefano Zaccarelli di AeC (difeso dall’avvocato Andrea Mattioli); il responsabile del cantiere Mirko Ferraresi (Mattioli e Alberto Fidani); il responsabile del settore Sviluppo e progettazione del Servizio tecnico e patrimoniale dell’Ausl di Modena, l’architetto Alba Bassoli (Alessandro Sivelli); l’ingegnere che aveva l’incarico di direttore operativo dei lavori, Giancarlo Guidotti (Giovanni Chiossi). Parti civili sono Ausl (conduttore dell’immobile) e Policlinico (proprietario), rispettivamente rappresentati dai legali Luca Scaglione e Luca Pastorelli.

I consulenti degli imputati hanno detto sostanzialmente che le soluzioni tecniche adottate nell’attività di ristrutturazione erano idonee. I tecnici dell’accusa e della parte civile invece hanno sostenuto esattamente il contrario, evidenziando un intervento di demolizione non conforme da parte dell’impresa disposto su indicazione direzione lavori. In particolare, secondo le loro valutazioni in cantiere ci si è discostati dalle indicazioni specifiche del piano sicurezza, disponendo anziche lo smontaggio progressivo delle tramezze (interne) e delle tamponature (esterne), una demolizione totale sostituendo le tramezze con puntelli.

Ma il contendere, legato a calcoli strutturali e valutazioni iperspecialistiche da parre ingegneri civili, non si ferma qui. Al là della procedura di demolizione adottata, c’è il “fattore 2005”. Ovvero l’anno in cui la copertura della palazzina è stata rifatta con una pendenza diversa che ha dato un carico maggiore sui muri. Che incidenza ha avuto questo sovraccarico? Per i consulenti dell’accusa la palazzina sarebbe crollata comunque anche senza l’appesantimento. Per quelli della difesa invece il carico maggiore ha avuto un’incidenza causale, indipendentemente dalle procedure di demolizione adottate.

Di fronte ad aspetti così specialistici, il giudice potrebbe effettivamente chiedere la parola chiara e unica di un iper-specialista. Deciderà per il 21 dicembre: se andrà avanti, nella nuova udienza conferirà anche l’incarico. Se riterrà di farne a meno, indicherà la data della discussione finale per poi andare a sentenza e chiudere un processo lungo e molto complesso finora nei suoi passaggi tecnici.

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