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Pd, lo strappo di Palma Costi: «Solomita? Manca il progetto»

Luca Gardinale
Pd, lo strappo di Palma Costi: «Solomita? Manca il progetto»

La consigliera regionale con Muzzarelli: «Città schiacciata da derive centralistiche Ora ripartire dalle donne e diamo più spazio ai territori. E per Fava serve rispetto»

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Luca Gardinale

Dalla vittoria di Finale alle sfide della nuova segreteria provinciale, con una stoccata a quello che al momento è l’unico candidato in campo, il sindaco di Soliera Roberto Solomita. Presente e futuro del Pd nelle parole della consigliera regionale modenese Palma Costi, che in vista del congresso condivide le perplessità di Gian Carlo Muzzarelli e lancia un messaggio al presidente Stefano Bonaccini sul rischio che la Regione “schiacci” i territori.

Consigliera Costi, partiamo dalle amministrative: è sorpresa dal risultato di Finale?

«La vittoria a Finale è frutto di un lavoro del Pd su tutto il territorio comunale, della scelta di un candidato capace e della volontà di aggregare tutte le forze di centrosinistra su un programma per il futuro del Paese».

Cos’è cambiato rispetto al passato?

«Da due anni, il Pd è tornato a rappresentare gli interessi e le istanze delle cittadine e dei cittadini della Bassa, ha deciso di investire sugli amministratori, sui segretari e sulle segreterie dei circoli, sulla capacità di confrontarsi e di costruire progetti da tradurre in governo. Temi come l’ospedale di Mirandola, le case della comunità, le risposte alla disabilità e alla cronicità, il ruolo dei caregiver, i centri prelievi, l’Unione dei Comuni, ma anche la discarica di Finale, sono stati rielaborati dal partito, nei circoli e nel coordinamento di area, sempre in un corretto dialogo con le istituzioni, non facendo sconti a nessuno, neanche a noi stessi, quando abbiamo sottovalutato le preoccupazioni che le comunità esprimevano».

Ora però ci sono i congressi, a partire da quello provinciale: da dove bisogna iniziare?

«La discussione congressuale dovrebbe partire proprio dal contatto con il territorio, perché la segreteria provinciale potrà svolgere al meglio il proprio ruolo solo se i territori sono politicamente organizzati e autonomi nell’elaborare i temi e le problematiche e nell’agire per esprimere al meglio la capacità di governo o per esercitare un’opposizione costruttiva dove non governiamo».

Cosa si aspetta da questo congresso?

«Ci aspettiamo molto più che frasi fatte o dichiarazioni d’intenti, come ha detto il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli. Abbiamo bisogno di rimettere al centro l’architettura istituzionale, partendo dal ruolo insostituibile dei Comuni e della città, sempre più schiacciati da derive centralistiche. Occorre un confronto non più rinviabile sul ruolo delle autonomie locali, all’interno del quale affrontare il tema del riposizionamento della Provincia e una riflessione sulle Unioni dei Comuni che soffrono in molte parti della regione».

Quali sono gli obiettivi più urgenti da perseguire?

«Occorre un progetto politico che rimetta al centro la nostra montagna e le aree a nord di Modena, non “contro” ma “assieme” alla città. Dobbiamo riflettere su come le nuove tecnologie avvicinano i territori e attuano un “decentramento” a favore delle aree più svantaggiate. E’ necessario affrontare i cambiamenti al nostro sistema sanitario dopo la pandemia, attraverso una revisione dell’attuale assetto della governance delle aziende, assegnando un ruolo di “protagonismo responsabile” ai Comuni e superando forme monocratiche che stanno dimostrando limiti di democrazia. Allo stesso tempo, occorre più consapevolezza sulle nuove povertà dei territori: le diseguaglianze sono cresciute soprattutto per i giovani e le donne».

È arrivato il momento del protagonismo delle donne nel Pd modenese?

«Non ci potrà essere un progresso duraturo se la democrazia non sarà paritaria e i diritti delle donne non saranno un impegno prioritario di tutto il partito e di chi ricoprirà il ruolo alla segreteria provinciale, rompendo, nel partito modenese, una sorta di tetto di cristallo e creando le condizioni per leadership davvero contendibili. Tutto questo, con una federazione senza risorse e personale. Per questo, a Davide Fava, attuale segretario provinciale, vanno i miei più sinceri ringraziamenti per quanto fatto in questi anni, che hanno visto la sconfitta alle politiche del 2018, le scissioni del Pd e, ultima, l’emergenza Covid. Anche la capacità di rispettare le persone deve far parte del tratto costitutivo del Pd».

Oggi però in campo c’è Roberto Solomita: cosa pensa della sua candidatura?

«Solomita è un bravo sindaco. Ma io prima dei nomi valuto il progetto politico, che è ancora troppo generico».

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