Gazzetta di Modena

Modena

il sindaco di modena 

«Siamo i più vicini ai cittadini frustrati ma non arretriamo»

Muzzarelli indica due strade per contrastare la rabbia: «Continuare a denunciare, raccontare senza fare le vittime e tornare a parlarsi dal vivo»

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Gian Carlo Muzzarelli è l’unico sindaco modenese nel rapporto del 2020, ma sa bene che nei futuri monitoraggi aumenteranno i colleghi geminiani raggiunti dalle minacce. «Il report annuale di Avviso pubblico “Amministratori sotto tiro” mette in evidenza e “misura” un fenomeno sempre più diffuso che tutti i sindaci provano sulla propria pelle da tempo, ma che con l’emergenza sanitaria ha raggiunto livelli inaccettabili – analizza il sindaco di Modena – È un sintomo delle tensioni sociali diffuse e, forse, anche di una crescente sfiducia nelle istituzioni che, paradossalmente, arriva a sfogarsi proprio contro quei rappresentanti delle istituzioni che sono più vicini ai cittadini e che i problemi li affrontano di persona sul territorio. Noi sindaci, infatti, siamo più riconosciuti e riconoscibili e proprio per questo è più facile che diventiamo bersagli di chi scatena sui social il proprio livore, le delusioni e le frustrazioni di chi si sente portatore di una verità assoluta, la propria. Leggere certi commenti sotto alcune notizie di attualità è sconfortante, anche perché in molti non vanno oltre il titolo prima di scaricare le loro offese e le loro minacce».

Inevitabile fare riferimento all’emergenza coronaviru: «La pandemia – analizza Muzzarelli – ha accentuato questi comportamenti che non vanno sottovalutati: dalle intimidazioni e dalle minacce sui social, c’è poi sempre qualcuno che può andare oltre. Lo sanno bene anche i giornalisti, un’altra categoria che non scherza in quanto a minacce ricevute. La violenza che abbiamo visto in certe recenti manifestazioni, spesso con l’estrema destra protagonista, credo che sia anche conseguenza della violenza minacciata, ma non meno pericolosa, che circola sui social».

L’alternativa è e resta una soltanto: avere fiducia nelle forze dell’ordine e affidarsi a loro senza timori: «Queste intimidazioni, allora, vanno denunciate, così come abbiamo sempre denunciato le minacce ricevute da sedicenti terroristi o criminali, e, pur senza enfatizzarle (non mi ci ritrovo a fare la vittima) vanno anche rese pubbliche affinché cresca una consapevolezza nei cittadini rispetto a una realtà che può arrivare a toccare chiunque. Così come già avviene con i giornalisti, appunto, o con i commercianti. Inoltre, se la pandemia ha accentuato questo fenomeno, riducendo gli spazi di confronto e di socialità, allora dobbiamo ripartire proprio da quello. Ora che è tornato a essere possibile, grazie a vaccini e green pass, con la giunta abbiamo deciso di riprendere le assemblee pubbliche e gli incontri tematici in presenza, un po’ in tutta la città. Vuole essere un modo per tornare ad affrontare i problemi dei cittadini mettendoci la faccia, guardandosi negli occhi e costruendo insieme delle soluzioni».



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