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reazioni in consiglio 

Pd: «Strategia di prevenzione» Lega: «Tempistiche incerte»

Un dibattito diviso  tra urgenza degli interventi  per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e la lentezza dell’opera

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La delibera del progetto Aipo per la Cassa d’espansione del Secchia è stata approvata con il voto a favore dei gruppi di maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Modena civica, Europa verde-Verdi) e di Lega Modena. Astenuti, invece, Movimento 5 stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia, Modena sociale. Barbara Moretti (Lega Modena) ha affermato che «a distanza di quarant’anni dall’inaugurazione delle casse di espansione, l’obiettivo della messa in sicurezza del territorio appare ancora molto distante e con tempistiche incerte. La delibera di oggi consente un miglioramento graduale ma non sappiamo nemmeno se saranno finanziati tutti i lotti iniziali, per fronteggiare una piena con tempo di ritorno a 50 anni, e siamo ancora molto indietro rispetto ai 200 anni previsti dal progetto complessivo». «L’approccio agli eventi alluvionali è quasi sempre stato solo emergenziale – ha detto Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena) – ma oggi, con gli evidenti cambiamenti, bisogna adottare quelle che noi consideriamo le chiavi per un territorio più sicuro: presidio, previsione, pianificazione e prevenzione».Antonio Carpentieri (Pd), ricordando che la realizzazione delle casse di espansione è stata «il frutto di una strategia di prevenzione e di governo delle acque e che i lavori recenti sulla cassa del Secchia hanno salvato il territorio nell’ultima alluvione», ha affermato che la delibera «è un passo fondamentale per andare avanti nella messa in sicurezza del territorio».Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) ha motivato il voto di astensione sostenendo che, «prima di parlare di progetti a lungo termine, sarebbe opportuno che Aipo svolgesse tutti i compiti ordinari di manutenzione e pulizia del fiume».Dichiarando l’astensione, Enrica Manenti (Movimento 5 stelle) ha affermato che «è opportuno predisporre gli strumenti urbanistici per realizzare l’opera, ma per contenere i problemi creati dal deflusso delle acque bisognerebbe ragionare in modo più ampio e complessivo, comprendendo anche la montagna e l’impermeabilizzazione del suolo». Per Europa verde-Verdi, Paola Aime ha affermato che «la delibera traccia una via di correzione e tutela che non potrà più essere abbandonata ma soltanto fortificata».

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