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Carpi. Accordo Manifattura Riese Niente licenziati per un anno

Prolungata la cassa integrazione dei 58 lavoratori ancora in carico all’azienda I sindacati: «Impegno a incentivare l’esodo e agevolare eventuali compratori»


09 novembre 2021 Serena Arbizzi


C’è la firma ufficiale sull’accordo che rappresenta un punto di svolta nell’intensa vertenza di Manifattura Riese, marchio Navigare: l’azienda si era trasferita dalla storica sede di Rio Saliceto alla zona industriale a ovest di Carpi e, dopo pochi mesi, era arrivata la notizia del licenziamento collettivo a carico di 82 lavoratori, insieme a quella della concomitante chiusura.

Ieri, al Ministero del Lavoro, è si è invece raggiunto e concluso un accordo. «La nuova proprietà dell’azienda carpigiana, nota per la commercializzazione del marchio Navigare, nel corso della primavera scorsa aveva comunicato di aver messo l’azienda in liquidazione e di avere aperto una procedura di licenziamento collettivo per gli 82 lavoratori all’epoca in forza all’azienda, dei quali circa la metà operanti della sede principale di Carpi e l’altra metà in vari punti vendita distribuiti sul territorio nazionale – dicono Filctem e Filcams Cgil e Femca Cisl – Da allora le maestranze, coadiuvate dai sindacati, hanno dato vita a una serie di iniziative sindacali, scioperi e presidi per protestare contro la decisione della proprietà di chiudere i battenti lasciando repentinamente a casa decine di lavoratori, incassando la piena solidarietà delle autorità cittadine di Carpi e di Rio Saliceto (dove fino al 2020 sorgeva la sede aziendale), e delle istituzioni regionali».

Dopo mesi di dure trattative, scioperi e manifestazioni insieme a lavoratori di altre aziende che si sono uniti a quelli di Manifattura Riese per far fronte comune e dopo fasi di dialettica anche aspra, si è arrivati a un accordo che di certo non rilancia nell’immediato un’azienda detentrice di un marchio storico, ma salvaguarda i 58 dipendenti ancora in forza.

«L’accordo infatti prevede il prolungamento della cassa integrazione straordinaria fino al 31 ottobre 2022, evitando quindi licenziamenti immediati che avrebbero causato gravi ripercussioni per 58 famiglie e per l’intero tessuto sociale cittadino – proseguono le sigle sindacali – L’accordo prevede anche l’impegno della proprietà ad agevolare eventuali acquirenti che garantiscono la continuità produttiva e occupazionale, diverse misure per attutire l’impatto sui sociale, tra le quali un incentivo all’esodo a favore dei lavoratori che usciranno dall’azienda su base volontaria ed altre forme di sostegno per le maestranze, come l’attivazione di politiche attive regionali e ogni altra forma di tutela prevista dalle normative vigenti (accordo di ricollocazione, agevolazioni fiscali per chi assume lavoratori in Cigs). Si prevede inoltre che l’azienda eroghi gli anticipi di Trattamento fine rapporto per i lavoratori che ne facciano richiesta».

«I sindacati auspicano che l’intervento di ammortizzatori sociali consenta di utilizzare il tempo a disposizione affinché nuovi imprenditori rilevino l’attività e garantiscano la prosecuzione dell’azienda e la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali», concludono Filctem e Filcams Cgil e Femca Cisl al termine della trattativa ministeriale.

Serena Arbizzi

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